L'Avvocato Rizzo risponde: Truffe online come difendersi

Le truffe online sono molto diffuse, occorre essere molto cauti nel fornire i propri dati o a metterli su internet

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
10 Febbraio 2026 08:00
L'Avvocato Rizzo risponde: Truffe online come difendersi

Oggigiorno, le truffe online sono molto diffuse, pertanto occorre essere molto cauti nel fornire i propri dati o a metterli su internet.

Detto cio' negli ultimi tempi sono aumentate le truffe bancarie su bancomat, carte di credito attraverso prelievi fraudolenti o pishing ..Ma cosa prevede la legge in questi casi? E' possibile chiedere il risarcimento alla propria banca? Come muoversi in questi casi?In caso di frode su bancomat (clonazione, furto, phishing), la banca è generalmente tenuta al risarcimento immediato delle somme sottratte, secondo il D. Lgs. 11/2010 e la normativa PSD2.

La banca risponde dei prelievi non autorizzati, a meno che non riesca a provare la colpa grave o dolo del cliente (es. PIN scritto sulla carta).Cosa fare per ottenere il rimborso:1)Bloccare immediatamente la carta: Contattare il numero verde della banca.2)Rivolgersi al proprio Avvocato di fiducia .3) Sporgere denuncia alle autorità competenti (Polizia o Carabinieri).4)Inviare reclamo formale: Inviare una richiesta scritta alla banca, contestando le operazioni non autorizzate entro 12 mesi.

La Suprema Corte di Cassazione, investita piu' volte di tali incombenze, mentre in un primo momento e fino al 2023 /24 era piu' favorevole alle Banche addossando maggiore responsabilita' al cliente ed esonerando le banche da responsabilita' in caso di truffe online o pishing.

Analizziamo intanto in cosa consiste il Phishing la forma di truffa onile maggiormente adottata dai truffatori online.Il pishing è una forma di frode informatica che mira a rubare informazioni sensibili, come credenziali di accesso (username e password), dati finanziari (numeri di carte di credito) o altre informazioni personali. 

L’obiettivo è ingannare la vittima, facendole credere di interagire con un’entità affidabile magari la propria banca,(ad esempio, una banca, un servizio online, un’azienda o persino un conoscente), per indurla a fornire i propri dati o a compiere azioni dannose e persino bonifici.Il termine “phishing” deriva dall’inglese “fishing” (pescare), con la sostituzione della “f” con “ph” per richiamare il contesto informatico. La metafora è proprio quella di “pescare” informazioni dagli utenti utilizzando delle “esche” ingannevoli.i truffatori esperti in phishing utilizzano tecniche di ingegneria sociale per manipolare le vittime, inducendo le stesse a compiere azioni talvolta anche incondapevoli .

Con la Sentenza n. 3780/2024 la Suprema Corte ha dato maggiore tutela a quanti hanno subito o subiscono phishing o altre tipologie di truffe online e prelievi fraudolenti su conto. 

La Corte,infatti, mutando il suo precedente indirizzo su due fronti: 

1) quello della ripartizione dell’onere della prova 

2) quello della rilevanza della condotta del cliente, ha, in primo luogo, sancito che “la diligenza della banca va a coprire operazioni che devono essere ricondotte nella sua sfera di controllo tecnico, sulla base anche di una valutazione di prevedibilità ed evitabilità tale che la condotta, per esonerare il debitore, la cui responsabilità contrattuale è presunta, deve porsi al di là delle possibilità esigibili della sua sfera di controllo, concludendo “la responsabilità della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare verifica della loro riconducibilità alla volontà del cliente mediante il controllo dell’utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, va esclusa se ricorre una situazione di colpa grave dell’utente configurabile, ad esempio, nel caso di protratta attesa prima di comunicare l’uso non autorizzato dello strumento di pagamento ma il riparto degli oneri probatori posto a carico delle parti segue il regime della responsabilità contrattuale” pertanto la banca sara' ritenuta responsabile se non dimostra ( prova alquanto difficile) di aver adottato tutte le cautele idonee ad evitare la truffa.

Quindi se avete subito una truffa online o un prelievo fraudolento dal vostro conto per prima cosa rivolgetevi al vostro legale, che sapra' consigliarvi su come muoversi per tutelare i vostri diritti.

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