Giuseppe Errante Parrino e' una persona per bene, dentista, padre, innamorato della sua città. Dopo oltre vent'anni è tornato in consiglio comunale ed anche se a molti puo non piacere per il suo carattere a tratti spigoloso, è una persona coerente che tiene sempre fede ai suoi principi anche quando deve pagare sulla sua pelle. Abbiamo posto le nostre tre domande ed ha risposto con grande onestà intellettuale
Circa due anni fa decidesti di candidati al consiglio comunale, un ritorno per te, a sostegno del candidato sindaco Lentini. Oggi continui ad essere formalmente nella maggioranza ma dai tuoi interventi sembra che l'entusiasmo sia scemato. Cosa è successo?L'entusiasmo per la mia città e per il progetto amministrativo del Sindaco Lentini è rimasto intatto, anzi, se possibile è cresciuto. Ciò che è cambiato non è il mio slancio, ma la mia collocazione politica all’interno della maggioranza.
Dopo vent’anni di assenza, sono tornato in politica per dare un contributo concreto a Castelvetrano.Ho scelto l'indipendenza non per allontanarmi dal Sindaco, ma per essere più libero di onorare il patto con gli elettori. Se i miei interventi sembrano più critici, è perché interpreto il mio ruolo come uno stimolo costruttivo; la vera lealtà non consiste nel dire sempre si, ma nel segnalare ciò che non va affinché si possa fare meglio. Il mio entusiasmo oggi si esprime attraverso la concretezza delle proposte, lontano da ambiguità che poco hanno a che fare con il bene comune.Anche con la DC è stato un colpo di fulmine al quale è seguita una sonora delusione.
Avevi presagito qualcosa di quello che è poi avvenuto, o le incomprensioni sono nate solo su base locale?Più che un colpo di fulmine, parlerei di un equivoco di fondo che ho avvertito quasi subito. Mi sono candidato in una lista civica, "Cittadini in democrazia", convinto della natura trasversale e territoriale del progetto. Quando, a urne chiuse, ho visto il nostro risultato etichettato da un simbolo che non era presente sulla scheda elettorale, ho avvertito un profondo disagio.Credo che la chiarezza nei confronti dell'elettorato sia la base della democrazia; se un partito decide di non metterci la faccia prima del voto, non può rivendicare i consiglieri dopo.
La mia uscita dal gruppo è stata una conseguenza naturale per rispetto della mia dignità politica e dei cittadini che mi hanno votato come rappresentante di una lista civica, non di un partito al quale non avevo aderito.In questi mesi ti sei mostrato particolarmente attivo presentando anche delle mozioni che spesso sono state votate all'unanimità. Ma come mai nessuna delle tue proposte è stata ancora concretizzata dall'amministrazione? È vero lo scollamento tra consiglio e giunta di governo?È un dato di fatto che il Consiglio Comunale stia producendo molto e le votazioni all'unanimità sulle mie mozioni dimostrano che le criticità che sollevo sono condivise e urgenti.
Tuttavia, esiste una differenza di passo tra l'organo di indirizzo (il Consiglio) e quello esecutivo (la Giunta).Non parlerei di uno scollamento totale, ma certamente di una necessità di maggiore incisività nell'attuare le decisioni dell'aula. Castelvetrano vive un'emergenza sociale, con tanti giovani costretti a partire per mancanza di prospettive; non possiamo permetterci il lusso di lasciare le buone idee chiuse in un cassetto. Come consigliere, continuerò a incalzare l'amministrazione affinché ogni mozione approvata si trasformi in un atto concreto.
Il mio sogno è una città che offra motivi per restare e per realizzarlo serve che la Giunta raccolga con più coraggio le sfide che il Consiglio lancia quotidianamente.Vorrei concludere sottolineando che la mia posizione di indipendente è, prima di tutto, una scelta di garanzia verso i miei elettori. Il mio sostegno al Sindaco Lentini e al programma che abbiamo condiviso resta saldo, ma come ho dimostrato con i fatti, non è una cambiale in bianco. La mia bussola resta esclusivamente l'interesse di Castelvetrano.