"In risposta a quanto dichiarato dall'Amministrazione, è doveroso chiarire i dettagli economici della convenzione, che smentiscono l'immagine di un supporto agevolato fornito alla società.
La concessione dello stadio non è stata un atto di benevolenza, ma un rapporto basato su costi precisi e gravosi per la società. Nello specifico, il contratto prevedeva un canone di locazione di 7.000 euro annui, i quali venivano però regolarmente compensati con le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, documentate per un totale di 20.000 euro, interamente a carico della società.
Di fatto, la società non solo ha pagato per l'uso dell'impianto, ma si è fatta carico di investimenti e riparazioni che spettavano all'Ente, per cifre quasi tre volte superiori al canone stesso.
Tutto quello che è stato fatto per mantenere l’impianto funzionale è stato realizzato esclusivamente con le forze economiche della società. È quindi paradossale parlare di "concessione per garantire il campionato" quando, a ogni richiesta di intervento minimo da parte nostra, la risposta dell’Amministrazione è stata: "Avete l'affidamento".
Questa formula è stata utilizzata come pretesto per non investire un solo euro di fondi pubblici, lasciando che fosse il privato a farsi carico della gestione e del mantenimento di un bene comunale.
Margherita Barraco