L’ennesima vicenda giudiziaria che riaccende i riflettori sul diritto allo studio e all’inclusione degli alunni con disabilità che stavolta coinvolge il comune di Santa Ninfa, il quale violando le normative vigenti ha assegnato per l’anno scolastico in corso al minore S.G. , affetto da handicap grave la figura dell’assistente all’autonomia e comunicazione per un numero di ore settimanali (8) ridotto rispetto a quelle deliberate dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione) nel PEI (Piano Educativo Individualizzato), 18 ore settimanali, ponendo in essere una condotta discriminatoria.
Il genitore del minore ha intrapreso un’azione legale supportata dalla scrivente avv. Garacci Mariachiara del Foro di Marsala, innanzi al Tribunale di Sciacca, il quale con sentenza, giudice Dott. Casarrubea Salvatore ha accertato la sussistenza di atti discriminatori (rectius di una discriminazione indiretta ex art. 2, legge n. 67 del 2006) da parte del Comune resistente, consistenti nell’aver posto uno studente disabile in una posizione di svantaggio rispetto agli altri alunni, non assicurando allo stesso la necessaria assistenza specialistica, e conseguentemente ha ordinato al Comune di Santa Ninfa di provvedere alla nomina di un’assistente all’autonomia ed alla comunicazione in favore del minore, per il recupero delle ore mancanti, per l’anno scolastico 2025/2026, con effetto immediato, oltre alla condanna alle spese di lite.
La signora Z. E. è genitore del minore S. G., disabile grave, necessitante in ambito scolastico della figura dell’assistente all’autonomia e comunicazione Difatti, in data 06/11/2025 il GLO (Gruppo Misto), formato dal Neuropsichiatra infantile, dalla famiglia, dagli insegnanti e dagli operatori Ente Locale - analizzata la situazione del minore – redigeva verbale di GLO allegato al Pei (Piano Educativo Individualizzato) modificativo del precedente verbale (che prevedeva 8 ore settimanali) e deliberava relativamente all’anno scolastico 2025/2026 la necessità di integrazione dell’assistente per l’autonomia, la comunicazione, l’integrata permanenza e la socializzazione graduale a 18 ore settimanali.
In data 15/09/2025, data di inizio dell’anno scolastico, la famiglia apprendeva della mancata attivazione del servizio di assistenza specialistica da parte del comune di Santa Ninfa. Il servizio veniva attivato soltanto in data 22/10/2025 e per sole 8 ore settimanali a fronte delle 12 ore settimanali inizialmente richieste.
A seguito di nuova riconvocazione di GLO in data 17/11/2025 lo stesso prevedeva un incremento delle ore da 8 assegnate a 18, poiché dall’osservazione dell’alunno, al fine del raggiungimento degli obiettivi nella sfera di rispetto delle regole scolastiche e contenimento dei comportamenti dello stesso le ore assegnate risultavano insufficienti.
Veniva pertanto inoltrata richiesta di incremento delle ore da parte dell’istituzione scolastica al comune, il quale non ottemperava e ciò ha portato la famiglia del minore ad intraprendere un’azione legale. A seguito della notifica del ricorso il comune ha adempiuto alla richiesta cautelare, assegnando le 18 ore settimanali, ma non avendo provveduto sull’ulteriore richiesta del recupero delle ore in precedenza non erogate il giudice ha emesso sentenza di condanna.
I comuni oramai seguono una linea politica che continua a subordinare i diritti fondamentali alle logiche di contenimento della spesa e ad interpretazioni arbitrarie delle leggi, afferma l’avvocato Garacci Mariachiara, dimenticando che i diritti non si sospirano e non si rimandano ma si applicano. Tanti sono i provvedimenti ottenuti dallo scrivente procuratore e che condannano i comuni alla corretta attivazione del servizio asacom che vedono coinvolti oltre il comune di Santa Ninfa anche Agrigento Santa Caterina di Villarmosa, Palermo.
Dichiara la signora Z. E. di essere estremamente felice di aver vinto la causa, grazie all’eccellente lavoro dell’avv. Garacci Mariachiara ed al tempestivo intervento del giudice, l’ennesima di tante battaglie che un genitore deve continuamente portare avanti per aver garantito il rispetto dei diritti fondamentali delle persone disabili ed in questo specifico caso un diritto importante come quello allo studio ed all’inclusione del proprio ragazzo. Mi auguro che questa vicenda possa servire da stimolo alle altre famiglie per continuare a lottare per il rispetto dei diritti dei propri figli.