Hic sunt leones , e quella Castelvetrano che non è solo mafia

Ci scrive Anna Gelsomino, da sempre in prima linea, per replicare all'inopportuno articolo de La Repubblica

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
25 Settembre 2021 09:00
Hic sunt leones , e quella Castelvetrano che non è solo mafia

Il Quotidiano La Repubblica del 22 settembre u.s. ci degna di un articolo – che le anime candide nostrane hanno prontamente ed entusiasticamente condiviso - sull’incipiente stagione teatrale al teatro Selinus di Castelvetrano e non trova titolo migliore che un paio di frasi male articolate, con risparmio totale dei segni d’interpunzione, parlando abusivamente di “UN’ALTRA CASTELVETRANO”.

Le cose peggiorano nel sottotitolo che avverte, nel caso i lettori l’avessero dimenticato, che siamo “NEL PAESE DI MATTEO MESSINA DENARO”; siamo cioè in partibus barbarorum, dove l’associazione Ars Nova porta Tosca e Teatro Libero progetta una piece di Verga, poiché “ANCHE QUI C’È VOGLIA DI CULTURA”. “Anche qui”, capito? Nel “paese” dei mafiosi, forse c’è qualcuno che si salva, un piccolo gregge, un’altra Castelvetrano che va redenta, hic sunt leones!

Sì, signora Marta Occhipinti, ha ragione: qui c’è voglia di cultura e invece a Repubblica come ve la passate? Ce l’avete questa voglia? Ci faccia sapere.

Perché vede, mentre lei, che viene dalla Città, ci tiene a far conoscere che siamo il “paese” del latitante, non sa e non vuole sapere con quanto amore, con quanto rispetto abbiamo per moltissimi anni calpestato le tavole di quel palcoscenico! Sapesse in quanti e quanto abbiamo studiato e appreso dai nostri concittadini studiosi contemporanei e avi, prima di azzardarci a pronunciare una sola parola verso quella platea! Se avesse conosciuto la messe di emozioni e di conoscenza da cui siamo stati investiti! Ai Castelvetranesi non basta la vita intera per conoscere e apprezzare gli scritti con cui numerosi figli di questa Città hanno arricchito e continuano ad arricchire la cultura planetaria! Se lei conoscesse le nostre scuole, se avesse potuto fruire degli insegnamenti di decine e decine di docenti che vi hanno operato e vi operano, che hanno formato persone che oggi in tutto il mondo sono brillanti professionisti e meravigliose persone! Se lei avesse potuto godere del talento di molti Castelvetranesi, oggi come ieri, famosi nel mondo: brillanti attori, magnifici musicisti, artisti che adornano il mondo con le loro magnifiche opere! Ah, signora, se avesse potuto ammirare la maestà dei templi dorici che svettano nell’azzurro guardando da Selinunte il superbo Mar d’Africa! Se potesse capire quanto i Castelvetranesi sono figli della Magna Grecia, a cominciare da quel meraviglioso sentimento di ospitalità che li induce ad accogliere anche chi, come lei, non li rispetta! Sapesse quanti onesti e competenti lavoratori, molti dei quali di grandissimo successo, Castelvetrano ha sparso in giro per il mondo!

E non le compilerò un elenco preciso in proposito; non per pigrizia, signora, ma perché è impossibile: Castelvetrano ha storia antica, grandemente risalente, ed è stata generosa di anime belle col mondo intero.

Ma ella fa la giornalista e voi giornalisti siete adusi a fare carne di porco della nostra Città (Castelvetrano gode del titolo di “Città” da almeno cinque secoli!) senza mai averla conosciuta; sempre più superficiali, sempre più inopportuni. Siamo abituati da anni al vostro sensazionalismo da due lire, ai vostri insulti, alla vostra offensiva arroganza. Qualche tempo fa, ne venne un’altra con impermeabile giallo e il bassotto appresso a fare la maestrina, a cercare col lumicino il vecchio con la coppola per fargli dire che Matteo in fondo era un bravu picciottu… Ciò che addolora, questa volta, ciò che ci lascia sbigottiti e amareggiati, è il fatto che un articolo così malamente e inopportunamente titolato, venga orgogliosamente esibito nel “web”, su pagine e siti direttamente riferibili all’Amministrazione comunale e a collaboratori stretti e diretti del sindaco, come il manifesto di eroi salvatori venuti da lontano ad istruire i poveri Castelvetranesi, metà mafiosi metà ignoranti.

Spiace davvero che il sindaco, il quale dovrebbe essere custode e garante della dignità e dell’immagine di tutta la Città, contribuisca, a diffondere l’offesa; forse perché neppure lui conosce Castelvetrano, è venuto anche lui da fuori a salvarci e rilascia dichiarazioni di dubbia sintassi che avete prudentemente virgolettato.

Questa lettera è troppo lunga, signora Occhipinti; forse sarebbe bastato scrivere soltanto e semplicemente: “C’è un errore, cara giornalista, la città di Castelvetrano-Selinunte è la città degli ulivi e dei templi”, ma tant’è ci fa piacere, ogni tanto, parlare in maniera così chiara da potere essere compresi anche da chi si fa cattivo intenditore.

Auguri per la sua carriera, signora, già la vediamo intenta a scrivere articoli di presentazione della stagione ambrosiana: “RITORNA LA GRANDE OPERA A MILANO, NELLA CITTÀ DI VALLANZASCA E TURATELLO C’E’ VOGLIA DI CULTURA”.

Anna Gelsomino

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