Barbara Vivona è cresciuta in una famiglia dove la politica era sempre al centro. Il padre Michele è stato per lunghi anni un esponente politico di razza, la sorella Erina è stata assessore e candidata sindaca, il marito Ninni Vaccara è stato consigliere comunale , lei per discrezione e per i tanti impegni familiari e professionali aveva deciso di non scendere in campo personalmente. Docente di lingua inglese nei licei, mamma di tre figli, anima di una scuola di lingue di successo, dalla cultura cosmopolita, due anni fa ha deciso di metterci la faccia, candidandosi nella lista di Forza Italia e risultando la prima degli eletti. Oggi ci parla con assoluta franchezza di quello che è successo negli ultimi mesi.
Sei abituata a non nasconderti dietro un dito quindi mi aspetto una risposta franca , cosa è successo in Forza Italia e come si può uscire da questo cul de sac? Sempre se lo si voglia.
La ringrazio per l’invito alla franchezza, che colgo volentieri perché la trasparenza è il primo dovere di chi rappresenta le istituzioni e un movimento politico in generale .Non mi nascondo: in Forza Italia abbiamo vissuto un corto circuito che non può essere derubricato a semplice dialettica interna. Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. Si è verificata una grave alterazione delle regole non scritte della nostra comunità: il venir meno del principio di imparzialità che dovrebbe guidare chi ricopre ruoli di coordinamento con l’aggravante di portare avanti un politica miope per dividere ed osteggiare , tutti coloro che per vicinanza politica o semplice amicizia siano vicini alle posizioni dell’on.Stefano Pellegrino , deputato e capogruppo regionale di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana , considerato da sempre suo diretto avversario politico che lo ha battuto nelle due ultime consultazioni regionali .Per uscire da questo cul-de-sac — ammesso che ci sia davvero la volontà politica di farlo, ed io non mi sono mai sottratta al confronto e alla dialettica costruttiva — bisogna ripartire da un punto fermo: un coordinatore sia provinciale che comunale ha il compito di unire, non di dividere.
È inaccettabile, oltre che politicamente scorretto , che figure di vertice si siano spese per screditare la posizione di un candidato a favore di un altro. Questo non è fare politica, è fare ostruzionismo per i propri interessi personali , e danneggia l'intero partito . Si esce da questa situazione solo in alcuni modi, per esempio ripristinando il rispetto per ogni singola candidatura, senza figli e figliastri; riaffermando la gerarchia dei valori rispetto a quella delle correnti; prendendo atto che chi non è in grado di garantire terzietà nel proprio ruolo di garanzia, di fatto, rinunci al ruolo istituzionale o incarico di partito , specialmente quando si hanno velleità politiche di candidature e si vuole competere liberamente senza condizionare uomini e cose finalizzandole alla propria esclusiva elezione .Forza Italia non è un club privato, ma una casa di libertà.
Se qualcuno pensa di trasformarla in un terreno di sgambetti personali, ha sbagliato indirizzo. La lealtà non è un optional, e chi coordina deve essere il primo a darne l’esempio, non l'eccezione.
Hai sostenuto lealmente Giovanni Lentini nella campagna elettorale e per i primi sei mesi sembravate andare d'amore e d'accordo ci ricordiamo tutti la sua elezione a vice-presidente del consiglio , le foto insieme all'onorevole Pellegrino per festeggiare un contributo , poi qualche cosa si è spezzato. Vuole raccontare la sua versione ? E soprattutto al Momento si pone in maggioranza?
La mia lealtà a Giovanni Lentini e al progetto che abbiamo condiviso è documentata dai fatti, dai voti in aula e da quel lavoro costante di raccordo con l’Onorevole Pellegrino che ha portato risultati concreti per il territorio. La mia non è mai stata una vicinanza di facciata, ma un impegno politico serio e costruttivo , fatto di progettualità ,di contenuti e soprattutto di scambi di professionalità , qualità non sempre scontata. Tuttavia, bisogna essere onesti: non ci sarebbe stato alcun 'corto circuito' se le scelte fondamentali, a partire dalla nomina dell'assessore che spettava a Forza Italia , fossero state compiute in armonia con il Capogruppo e con il deputato di zona , nel rispetto di un metodo democratico e trasparente.
Invece, si è preferito cedere a quello che non esito a definire un gioco squallido, condotto nelle stanze chiuse anziché nel perimetro del confronto leale.La cosa più grave, e che tengo a sottolineare, è che solo una parte di Forza Italia ha scelto di agire per conto proprio, e lo ha fatto con un tempismo a dir poco sospetto: proprio mentre era in corso un dialogo costruttivo e proficuo con il Capogruppo regionale e con i vertici nazionali del partito. Muoversi nell'ombra mentre si dialoga con i livelli superiori non è solo uno sgarbo a me, ma un'offesa alla gerarchia e alla dignità stessa del partito.Tutto poteva essere gestito in serenità, alla luce del sole e senza ricorrere a sotterfugi che sminuiscono chi li compie e che poi con la legge non scritta , si ritorcono contro , perché la slealtà non paga mai ,anzi presenta il proprio conto salato .Sulla mia posizione in maggioranza? La mia bussola resta il bene della città e il mandato degli elettori, ma la politica è fatta di rispetto e dignità.
Non si può pretendere una fiducia cieca da chi è stato deliberatamente escluso dai processi decisionali attraverso manovre di palazzo. La mia lealtà è verso i cittadini e verso i vertici veri del mio partito, non verso chi usa i sotterfugi come metodo di governo.La mia lealtà non è mai stata in discussione, ma non può essere confusa con la complicità. Io resto fedele al mandato ricevuto e al lavoro di spessore avviato con l'On. Pellegrino per il nostro territorio. Tuttavia, la fiducia è un valore bilaterale: non si può pretendere sostegno da chi è stato deliberatamente colpito alle spalle per meschini calcoli di poltrona.
Chi ha rotto il clima di armonia dovrà ora spiegare alla città perché ha preferito i propri interessi alla stabilità del progetto e soprattutto alla sua mancata condivisione politica .
Cosa può fare un consigliere comunale per dare nuova linfa al territorio e soprattutto come può far reinteressare nuovamente la gente alla politica ?Grazie per questa bella domanda che ci permette di alzare finalmente lo sguardo oltre il recinto delle polemiche quotidiane e guardare a ciò che conta davvero: il futuro della nostra comunità.Io credo fermamente che un consigliere comunale oggi non debba essere un semplice 'burocrate dell'aula', ma un architetto di possibilità. Dare nuova linfa al territorio significa avere il coraggio di sognare in grande, trasformando le potenzialità inespresse in progetti tangibili.Sto lavorando con passione a diverse iniziative che mettono al centro la persona, la società e l'innovazione: dalla riqualificazione di luoghi di aggregazione viva intergenerazionale , al potenziamento dei servizi che accorciano le distanze tra cittadino e istituzione, a gemellaggi Inter europei per la valorizzazione del nostro territorio anche in contesti transnazionali,e tanto altro ancora.Capira’ che in quest’ottica del fare e del progettare,le tessere di partito a mio avviso acquisiscono un valore relativo.Come far re-interessare la gente alla politica? C’è un solo modo: la politica della testimonianza e del risultato.
I cittadini si sono allontanati perché hanno percepito la politica come un club autoreferenziale impegnato in lotte di potere e di poltrone , dove gli interessi personali alla fine prevalgono sempre sul bene comune . Per riportarle a bordo dobbiamo riuscire ad abbandonare sotterfugi e tornare alla trasparenza assoluta e dobbiamo riuscire a dimostrare coerenza perché la gente torna ad appassionarsi quando vede che la parola data in campagna elettorale si trasforma in un cantiere aperto, in un contributo ottenuto, in un problema risolto grazie a una filiera istituzionale seria.Ascoltare con umiltà è un altro elemento che favorisce l’ avvicinamento dei cittadini alla politica.Il consigliere deve tornare a essere un 'sensore' sul territorio, capace di dare voce a chi non ce l'ha.Il mio ottimismo nasce dalla consapevolezza che questo territorio ha energie straordinarie.
La mia sfida è canalizzare queste energie in progetti di ampio respiro, dimostrando che la politica può ancora essere la forma più alta di servizio. Non mi interessano le poltrone fini a se stesse, mi interessa lasciare una città migliore di come l'ho trovata. E questo, ne sono certa, è l'unico linguaggio che i cittadini hanno voglia di tornare ad ascoltare .