Slow food Sicilia supporta le proteste degli operatori della filiera agroalimentare

No alla guera, mangia locale;solo piatti preparati con prodotti locali e compiendo scelte sostenibili

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
28 Ottobre 2026 14:15
Slow food Sicilia supporta le proteste degli operatori della filiera agroalimentare

Slow Food Sicilia, componente regionale di Slow Food Italia, da sempre impegnata per il diritto ad un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, anche con la sua rete dei Cuochi dell’Alleanza, si schiera a fianco dei produttori e dei pescatori - ma anche dei consumatori - per chiedere che le istituzioni si attivino per concorrere attivamente a porre fine ai conflitti in corso e per attivare nel breve termine misure che possano alleviare la drammatica condizione di insostenibilità economica, sociale e ambientale in corso.

Come segno visibile i Cuochi dell’Alleanza di Slow Food di tutta la Sicilia stanno esponendo nelle loro osterie una dichiarazione di supporto No alla guerra – Mangia locale e proporranno alla clientela solo piatti preparati con prodotti locali e compiendo scelte sostenibili per adattare i loro menù in questo tempo di crisi.

Un piccolo segnale di solidarietà che possa dare maggiore consapevolezza anche ai consumatori.

Le tensioni geopolitiche hanno messo in evidenza le contraddizioni del sistema alimentare globale, dominato da dinamiche industriali e finanziarie, e basato su un’agricoltura dipendente da input esterni – pesticidi,fertilizzanti, carburanti – i cui costi sono esplosi a causa della guerra all’Ucraina e in Medio oriente.

La già critica condizione dei nostri produttori agricoli, degli allevatori e dei pescatori, che da diverso tempo riescono a malapena a coprire i costi di produzione con il prezzo riconosciuto per il loro lavoro rispetto a quanto i prodotti vengono poi venduti al consumatore.

Il costo del carburante, salito alle stelle, ha definitivamente dato il colpo di grazia al comparto, soprattutto per i piccoli produttori che stanno vedendo crollare i sacrifici di una vita con intere economie familiari.

I supermercati vuoti, la difficoltà nel reperire prodotti freschi, conseguente al blocco che gli automezzi e i pescherecci stanno ponendo in essere come segno di protesta rispetto all’insostenibilità economica di un sistema che si muove quasi esclusivamente su gomma, sta evidenziando la criticità del nostro sistema alimentare

.Prediligendo la grande distribuzione, infatti, e non incentivando i piccoli produttori locali a filiera cortissima,il sistema adesso non riesce a far fronte ad una grave crisi di approvvigionamento di cibo per i cittadini.

Per Slow Food, è necessario promuovere un cambiamento radicale del settore alimentare, abbandonare un sistema che in nome di produttività e competitività, sfrutta e compromette le risorse naturali (il suolo,l’acqua, la biodiversità), alimenta lo spreco, non si cura della salute dei consumatori, concentra la ricchezza in pochi luoghi (con molti territori sempre più abbandonati) e in poche mani, impoverendo sia chi produce il cibo (gli agricoltori), sia chi lo acquista.

Quella che sostiene Slow Food, anche attraverso questa campagna dei cuochi dell’Alleanza, è fatta di donne e uomini, spesso nuove generazioni, che scelgono di allevare nel rispetto degli animali, di coltivare la terra proteggendo il suolo, di produrre cibo promuovendo la biodiversità. 

Veri e propri presidi ambientali e sociali,perché molte di queste realtà non si limitano a produrre cibo, ma mantengono pascoli montani e oliveti,tengono in vita paesi e tessuti sociali.

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