Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda che, in una scuola superiore di Castelvetrano, un paio di settimane fa ha visto scattare una querela per i reati di accesso abusivo a sistema informatico/telematico, violazione e sottrazione di corrispondenza e interferenze illecite nella vita privata.
Il professore che è stato denunciato, secondo l’accusa, avrebbe approfittato dell’applicazione whatsapp web sul pc dell’ufficio della vicepresidenza per vedere, scaricare e stampare messaggi tra due colleghi, per poi fare delle stampe e divulgarle.
Nei messaggi scaricati anche informazioni intime e riservate, come problemi di salute, credenziali per l’accesso a un conto corrente bancario e password. Quando i docenti, informati dal dirigente scolastico, hanno appreso quello che era accaduto, tramite l’avvocato Tancredi Bongiorno, hanno intimato al presunto autore dell’accesso illegale alla loro messaggistica di riconsegnare le chat e distruggere le stampe entro cinque giorni, ma ciò non sarebbe accaduto.
E per questo prima l’insegnante vittima dell’intrusione informatica ha querelato il collega. Adesso, a sporgere denuncia, per gli stessi fatti, è stato l' altro docente, collega e amico della docente che aveva presentato la prima querela, vittima anch’egli dell’intrusione informatica proprio sul suo account. Anche lui, quindi, ha denunciato il collega presunto autore dell’accesso abusivo alla chat wattsapp. La posizione del docente indagato quindi si aggrava ulteriormente. A coordinare l’indagine è la Procura di Marsala.