Vietato anche il Tirreno alla marineria mazarese. Pescherecci ridotti a taxi

Sempre più vietata la pesca del gambero rosso nel Mediterraneo. Pescherecci mazaresi trasportatori di gabbie di tonno

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
22 Giugno 2021 08:56
Vietato anche il Tirreno alla marineria mazarese. Pescherecci ridotti a taxi

La Direzione Generale della pesca del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali qualche giorno fa ha emanato una circolare in cui ha evidenziato che la quota di sforzo di pesca dei gamberi di profondità nelle GSA 9-10-11, nel mar Tirreno (vedi foto copertina: a est e ad ovest della Sardegna), è stata superata, disponendo, pertanto, la chiusura questa attività.

Un provvedimento che colpisce in particolar modo la marineria di Mazara del Vallo. Un gruppo di pescherecci di Mazara del Vallo da alcuni anni infatti pesca una specie pregiata di gambero rosso e viola nel mar Tirreno. L’armatore mazarese Costantino Giacalone è proprietario di due pescherecci, il “Maria Cristina” e il “Valentino Giacalone”, che lavorano in quegli areali internazionali del Tirreno adesso vietati. “Da qualche anno –ha spiegato Giacalone- subiamo pressioni dalle marinerie sarde e dalle relative autorità marittime per non farci pescare in quelle acque.

Sembra alquanto strano che questo divieto adesso imposto dal Ministero è indirizzato esclusivamente a barche di una certa lunghezza, oltre i 24 metri, quando gran parte dei natanti di pesca sardi e toscani hanno potenza dei motori anche superiore alla nostra. E’ la potenza dei motori che impatta sull’ambiente e non certo la lunghezza. Non è vero –ha sottolineato l’armatore- che si stanno riducendo gli stock ittici, oltretutto ricordo che peschiamo in fondali fangosi, siamo gli unici che lo facciamo, soltanto da aprile ad agosto. Peschiamo soltanto 210 giorni l’anno, recuperiamo i sabato e domenica quando ci fermiamo.

L’Ue, con la complicità dello Stato italiano, ci sta vietando in pratica di pescare il gambero rosso nel Mediterraneo, vedi la questione Libia con la sua ZEE, il Mediterraneo orientale dove alcuni pescherecci mazaresi hanno subito aggressioni a colpi di pietra da barche turche, e adesso pure il Tirreno. Siamo costretti tutti a lavorare nella stessa zona con il rischio davvero di portare danni all’ecosistema marino. Se non peschiamo noi lo fanno le marinerie di Paesi mediterranei extraeuropei per i quali non vale il divieto”.

In merito ad un “equo indennizzo” che il Mipaaf potrebbe corrispondere per le imbarcazioni che pescano gambero di fondo a cui è stato vietato di pescare nella acque del Tirreno, l’armatore mazarese è alquanto scettico: “sarebbe soltanto un’elemosina Come garantirò sopravvivenza di dieci famiglie? Ancora aspettiamo gli aiuti per l’emergenza covid”.

Serpeggia molto malcontento nella marineria di Mazara del Vallo a seguito di quest’ultimo provvedimento che va ad aggravare una situazione davvero drammatica, vedi la questione delle giornate di pesca che l’Ue prevede una riduzione del 40% entro il 2024, la progressiva riduzione degli areali di pesca nel Mediterraneo e, come se non bastasse, nell’ultimo periodo è tornato a salire il costo del carburante, oltre i 0,50 euro. Pertanto molti armatori mazaresi, sono ormai 67 i pescherecci di altura rimasti a Mazara del Vallo, hanno deciso in questo periodo di “affittare”, per circa 1.500 euro la giorno, i loro pescherecci a maltesi e spagnoli per il trasporto delle gabbie di tonno. La marineria di Mazara del Vallo da regina del Mediterraneo si è sempre più trasformata a fare da taxi per imprese di pesca di altri Paesi. Probabilmente si sta compiendo il piano dell’Ue, ove prevalgono gli interessi dei Paesi atlantici e di Spagna e Malta.

Sulla questione del divieto nel mar Tirreno il deputato regionale di Attiva Sicilia, il mazarese Sergio Tancredi, ha scritto: “Addio gambero rosso! Vietata la pesca nel Tirreno. I pescatori di Mazara non sanno più dove andare a pescare. Come più volte rimarcato: vanno riviste le regole di pesca. È assurdo che le quote valgano solo per i comparti nazionali, determinando anche conflitti interni alle marinerie. La Tunisia sequestra le nostre imbarcazioni, la Libia rapisce e spara ai nostri pescatori, la Grecia ha esteso la sua zona esclusiva di pesca e da ieri è arrivato anche il divieto di pesca nel Tirreno.

La pesca al gambero a Mazara è una tradizione secolare che appartiene al nostro patrimonio culturale come la tonnara di Favignana. Anche altrove marinerie hanno manifestato immense difficoltà. Mi chiedo se al Ministero abbiano idea di cosa fanno. Se non si rendano conto che bisogna agire immediatamente avviando una discussione immediata con Bruxelles. Sembra di rivivere la guerra delle quote latte che ha portato sul lastrico tanti operatori. Se questa immediata revisione non avverrà i nostri pescatori potranno solo vendere le barche e chiedere il reddito di cittadinanza.

Da Bruxelles solo divieti, riduzioni di giornate di pesca e controlli solo a danno delle imprese di pesca nazionali e siciliane mentre le marinerie degli stati extra Ue pescano indisturbate. Adesso basta con questa folle politica comunitaria che pregiudica il futuro di tante imprese di pesca e migliaia di pescatori. Stanno trasformando dei fieri padri di famiglia in disoccupati. Ora basta! Siamo al loro fianco sia istituzionalmente che in qualsiasi iniziativa di protesta intendono intraprendere.Sia in Sicilia che nel resto del Paese”.

Francesco Mezzapelle 

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