​Castelvetrano, gli Architetti trapanesi tracciano la rotta per il nuovo PUG

"Meno consumo di suolo, più bellezza e legalità per un rilancio internazionale"

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
03 Maggio 2026 08:00
​Castelvetrano, gli Architetti trapanesi tracciano la rotta per il nuovo PUG

Non un semplice elenco di regole, ma un progetto di rinascita che mette al centro il cittadino, il mare e la storia.

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (PPC) della Provincia di Trapani e la Fondazione Architetti nel Mediterraneo “Francesco La Grassa” hanno consegnato ufficialmente all’Amministrazione Comunale e all’Ufficio di Piano le proprie proposte per il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) del Comune di Castelvetrano.

Il documento, approvato all’unanimità dal CdA della Fondazione e dal Consiglio dell’Ordine, propone una trasformazione radicale: punta a trasformare Castelvetrano in una città moderna, capace di superare il consumo di suolo e abbandonare le logiche espansive per puntare sulla rigenerazione dell'esistente, sulla qualità della vita, sulla legalità e sulla valorizzazione delle risorse identitarie.

La visione: il "Triangolo strategico della bellezza"

La proposta degli Architetti supera la storica frammentazione del territorio, oggi diviso tra Centro, Borgate e Parco, per ricomporlo in un organismo unitario e resiliente. Il cardine di questa trasformazione è il "Triangolo strategico della bellezza":

  • La Stazione Ferroviaria come hub intermodale e porta d’accesso, motore di una mobilità sostenibile che alleggerisce la costa dal traffico gommato;
  • Il Centro Storico che evolve in un Campus Culturale dedicato alla ricerca, all’ospitalità diffusa e alla nuova linfa demografica;
  • Il Parco Archeologico di Selinunte, non più "museo isolato", ma cerniera fisica e ciclabile capace di unire finalmente Marinella e Triscina in un sistema integrato.

Il motore economico: cultura e agroalimentare

Per gli architetti, la tutela del territorio non deve rappresentare un limite statico, bensì il volano di uno sviluppo di alta qualità. La vera chiave di volta risiede nell’integrazione sistemica tra l'eccezionale eredità storica e le eccellenze del comparto agroalimentare, come l'Olio Nocellara del Belice e il tipico Pane Nero. L’obiettivo è trasformare il paesaggio agricolo in una risorsa visitabile, in cui la produzione diventi esperienza turistica. In questa ottica, i "vuoti urbani" abbandonati cessano di essere zone di degrado per diventare "micro-polmoni" verdi e laboratori di trasformazione: spazi polifunzionali, hub di economia circolare e centri servizi capaci di connettere direttamente la filiera corta al mercato, generando nuova occupazione e reddito permanente per la comunità.

Area Vasta e tutela del paesaggio rurale

Il PUG proposto non è un’isola normativa chiusa, ma guarda ai territori limitrofi per costruire un’offerta turistica e ambientale unitaria. “La vera sfida della modernità è la pianificazione di 'Area Vasta', capace di trasformare i limiti geografici in sinergie strategiche,” spiega l’arch. Giuseppina Pizzo, Presidente della Fondazione. Il documento suggerisce itinerari archeo-paesaggistici che colleghino le Cave di Cusa a Selinunte e una gestione coordinata della Riserva del Belice con il Comune di Menfi, superando i campanilismi per competere su scala internazionale.

Parallelamente, il Piano pone un freno deciso al consumo di suolo agricolo. A fronte della crescente pressione per l’insediamento di impianti fotovoltaici a terra, l'Ordine e la Fondazione propongono una stretta regolamentazione: “Dobbiamo bilanciare la transizione energetica con la salvaguardia del suolo,” prosegue l’architetto Pizzo. “Il PUG deve imporre limiti stringenti e prioritizzare l’autosufficienza energetica diffusa, promuovendo il fotovoltaico sulle coperture esistenti (comunità energetiche) e precludendo impianti FER a terra nelle aree di pregio agricolo e naturalistico, come le zone limitrofe al Lago Delia, per proteggerne la vocazione naturalistica e migratoria.”

L'Urban Center: motore operativo di trasformazione

Per garantire che tale visione si traduca in realtà, gli architetti pongono l'Urban Center al centro della strategia. “Non parliamo di un semplice ufficio amministrativo, ma di un osservatorio permanente e un laboratorio di ascolto attivo,” dichiara l’arch. Gianfranco Naso, Presidente dell’Ordine. “L'Urban Center sarà il luogo privilegiato dove fondere le competenze tecniche con la conoscenza minuta dei luoghi, traducendo le istanze dei cittadini — e in particolare dei giovani — in indicazioni progettuali concrete. È lo strumento necessario per evitare che la pianificazione sia calata dall'alto e per garantire un patto costante tra amministrazione, esperti e comunità.”

Triscina: dalla "Città del conflitto" alla "Città della resilienza"

La proposta sulla gestione della fascia costiera dei 150 metri a Triscina è tra i punti più coraggiosi del documento. L’Ordine e la Fondazione propongono di superare lo stallo delle demolizioni massive — insostenibili per le casse comunali e socialmente traumatiche — attraverso strumenti negoziali innovativi come i Piani Particolareggiati Attuativi (PPA) e gli Accordi Urbanistici. L’obiettivo è trasformare i vuoti esistenti e le aree liberate in un "Grande Parco Lineare Dunale", riconvertendo gli immobili idonei in presidi pubblici, garantendo così legalità pragmatica e giustizia sociale.

Un appello al metodo: partecipazione e confronto

Facendo seguito all'incontro partecipativo dello scorso 15 aprile 2026, gli Architetti chiedono con forza che il dialogo con l'Amministrazione, l’Ufficio di Piano e il consulente esterno non si esaurisca in un passaggio formale.

“La partecipazione non può essere un mero adempimento burocratico, ma deve essere il carburante della qualità urbana”, dichiara l’arch. Gianfranco Naso, Presidente dell’Ordine. “Chiediamo l'avvio immediato di un calendario di incontri pubblici tematici: il PUG è il punto di svolta per Castelvetrano e non può essere sacrificato sull'altare della sola velocità procedurale. Puntare sulla qualità significa avere il coraggio di confrontarsi tecnicamente su ogni scelta. Solo così potremo sottrarre gli ambiti più sensibili del territorio a logiche burocratiche o al massimo ribasso.”

L’arch. Giuseppina Pizzo, Presidente della Fondazione, aggiunge: “La nostra sfida è ricucire i territori. Immaginiamo una Città che smetta di essere neutra per diventare finalmente umana, disegnata attorno alla cura, alla sicurezza e al benessere di ogni cittadino, dal più piccolo al più fragile. Con questo documento, Castelvetrano ha l'opportunità di candidarsi a laboratorio nazionale di rigenerazione urbana: siamo pronti a proseguire il confronto per definire una visione di lungo periodo che sia finalmente all'altezza della storia e delle potenzialità di questo territorio.”

Il documento rilancia infine il valore del merito e della bellezza come strumenti di governo, proponendo il ricorso sistematico ai concorsi di progettazione per gli interventi strategici, unica garanzia per ottenere proposte innovative, sostenibili e tecnicamente avanzate.

L’Ordine e la Fondazione concludono rinnovando la piena disponibilità al confronto, auspicando un invito formale alla prossima Conferenza di Pianificazione.

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