Tra richiesta di manodopera e ingresso effettivo dei lavoratori stranieri continua a esserci una distanza molto ampia. A evidenziarla è il monitoraggio della campagna “Ero Straniero” sui decreti flussi, che mette in luce le difficoltà delle procedure sia a livello nazionale sia in Sicilia.
Nell'Isola, nel 2025 sono state presentate 14.334 domande, contro le 40.718 dell'anno precedente. I nulla osta rilasciati sono stati 4.020, mentre soltanto 1.514 pratiche sono arrivate alla richiesta del permesso di soggiorno, pari al 10,5% delle istanze iniziali. A queste cifre si aggiungono 889 domande rigettate, 469 archiviate e 205 revocate.
La situazione cambia sensibilmente da provincia a provincia. Ragusa concentra 8.794 domande, oltre il 60% del totale regionale, ma registra 817 richieste di permesso, con un tasso del 9,3%. A Catania, invece, soltanto 32 delle 929 istanze presentate hanno raggiunto questa fase, pari al 3,4%. Le percentuali salgono al 12,4% a Palermo, al 13% a Messina, al 12,5% a Siracusa, al 20,2% a Trapani, al 14,4% ad Agrigento e al 21,8% a Caltanissetta. Enna, con 76 domande e 8 permessi richiesti, presenta i volumi più bassi.
Le difficoltà siciliane riguardano soprattutto comparti nei quali la disponibilità tempestiva di personale è essenziale, come agricoltura e assistenza familiare. Attese che possono superare i dodici mesi mal si conciliano, ad esempio, con la stagionalità delle campagne agricole o con le necessità immediate delle famiglie alla ricerca di personale per l'assistenza.
Il problema riguarda però l'intero Paese. Secondo il monitoraggio, nel 2023 soltanto il 13% delle domande si è trasformato in un contratto di lavoro sottoscritto; nel 2024 la percentuale è scesa al 7,8%. Per il 2023 appena il 7,5% di chi aveva presentato domanda è arrivato al rilascio del permesso di soggiorno.
A pesare è anche la forte sproporzione tra richieste e quote disponibili. Nel click day del 2024, a fronte di 151 mila ingressi programmati, sono arrivate circa 690 mila domande. Nel solo settore del lavoro domestico e dell'assistenza sono state presentate circa 90 mila richieste per 9.500 posti.
Il rapporto individua tra le principali criticità proprio il sistema dei click day, i lunghi tempi per nulla osta e visti e la complessità degli adempimenti. Anche l'idoneità alloggiativa può rallentare la conclusione delle procedure, mentre le nuove verifiche introdotte dal decreto legge 145/2024 hanno rafforzato i controlli contro possibili abusi.
“Ero Straniero” propone quindi di sostituire progressivamente quote e click day con un sistema a sportello attivo durante l'anno, maggiormente collegato ai fabbisogni delle imprese. Tra le altre proposte figurano un permesso per la ricerca di lavoro, meccanismi permanenti di regolarizzazione individuale, maggiore formazione nei Paesi di origine e la possibilità di utilizzare il nulla osta con un altro datore dello stesso settore qualora quello iniziale rinunci all'assunzione.
L'obiettivo indicato dal rapporto è ridurre la distanza tra fabbisogno di manodopera e ingressi regolari, particolarmente evidente in territori come la Sicilia, evitando che ritardi e procedure incompiute finiscano per favorire lavoro irregolare e caporalato.