Nella giornata di ieri poco prima di mezzogiorno don Gioacchino Adamo, ma per tutti padre Gino, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno. Lo scorso anno aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio alla presenza di S.E. Mons. Angelo Giurdanella. La celebrazione delle esequie sarà domani , mercoledì 2 settembre alle ore 15:30 in chiesa Madre. Per la giornata odierna la salma si troverà presso la casa di riposo Riggirello in via Messina, fino alle esequie, il feretro verrà portato alla Chiesa del Collegio per la camera ardente.
Proponiamo un pensiero, affidato al web di chi conosceva bene don Gino:
"È difficile racchiudere in poche righe l'essenza di un uomo che, senza ombra di dubbio, rappresentava la persona più colta del territorio e non solo.
Le rare occasioni di incontro si trasformavano regolarmente in conversazioni interminabili, soprattutto di musica classica. Gino custodiva un repertorio operistico e sinfonico immenso, arricchito da un vissuto prezioso: molti dei grandi interpreti del passato li aveva visti dal vivo durante i suoi anni di studio a Roma. Ma con lui i confini del sapere non avevano limiti. Potevi spaziare con naturalezza dall'arte alla letteratura, dall'architettura alla pittura e alla scultura, toccando l'antiquariato, la teologia, la filosofia e persino la cucina, forte di una raffinatezza culinaria che pochi sapevano eguagliare.
Dietro una scorza che poteva sembrare dura e impenetrabile si celava un'anima limpida. Bastava superare la prima impressione per scoprire un uomo capace di aprirsi con candore e straordinaria semplicità. Questa stessa profondità interiore si rifletteva nelle sue meravigliose omelie: sebbene la sua erudizione fosse immensa, possedeva il raro dono di farsi comprendere da chiunque, toccando il cuore di tutti i presenti con parole di autentica sostanza.
Ha compiuto una scelta coraggiosa e coerente, rifiutando il ruolo di parroco. Era pienamente consapevole della propria inclinazione, distante dalla guida pastorale attiva e votata invece alla contemplazione mistica — quasi da eremita — e allo studio ininterrotto.
Mancheranno la sua erudizione, i dialoghi colti e quell'ironia raffinata e mai sopra le righe che sapeva strappare un sorriso intelligente. Resta il ricordo di un intellettuale fuori dal comune e di un uomo di fede profonda, nell'attesa di ritrovarsi in quel mondo dove lo spazio e il tempo non hanno più ragion d’essere. Ciao Gino, che il Signore ti accolga tra le sue braccia amorose."
Nella foto di copertina: don Gino Adamo, tra il vescovo Giurdanella e don Antonino Gucciardi