Nuova Ordinanza sindacale sulla movida: così si spegne la città, non il degrado

La consigliera Enza Viola si dice contraria alle nuove disposizioni per il divertimento col locali chiusi all'01.30

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
06 Luglio 2026 16:56
Nuova Ordinanza sindacale sulla movida: così si spegne la città, non il degrado

Esco dal ristorante alle 00:15. Mi concedo una passeggiata al porto. L’aria è piacevole, la serata è tranquilla. Poi penso: “Ci starebbe proprio un digestivo.”Guardo l’orologio: è l’1:00.Eppure non entro nemmeno nel locale. Non perché sia tardi, non perché ci siano disordini, ma perché so che tra mezz’ora, dal lunedì al giovedì, quel locale dovrà chiudere per effetto dell’ordinanza del Sindaco.È proprio questo il punto.Condivido pienamente la necessità di contrastare gli eccessi: chi abusa di alcol, chi disturba la quiete pubblica, chi trasforma le nostre località balneari in luoghi di degrado deve essere perseguito con rigore.

Su questo non ci sono dubbi.Ma questa ordinanza sceglie la strada più facile: colpisce tutti invece di colpire chi sbaglia.Obbligare indistintamente i pubblici esercizi a chiudere alle 1:30 nei giorni feriali significa penalizzare imprenditori che hanno investito, rispettano le regole e danno lavoro. Significa impedire ai cittadini e ai turisti di vivere serenamente la città anche quando lo fanno nel pieno rispetto delle norme.La sicurezza non si ottiene abbassando le saracinesche.Se un locale rispetta le prescrizioni, controlla la clientela, evita schiamazzi e mantiene il decoro, perché deve essere costretto a chiudere? Per quale ragione un turista non dovrebbe poter bere un digestivo o prendere un caffè all’una di notte in una località turistica nel pieno della stagione estiva?Una città viva non è una città insicura.

Al contrario, una città deserta spesso è ancora più difficile da controllare.Servono controlli, non divieti generalizzati. Servono sanzioni severe per chi viola le regole, non limitazioni indiscriminate che finiscono per scoraggiare il turismo, ridurre gli incassi delle attività e impoverire la vita economica delle nostre frazioni balneari.Le istituzioni devono distinguere tra chi crea problemi e chi crea valore.Le regole sono indispensabili, ma devono essere proporzionate, ragionevoli e mirate.

Punire indistintamente l’intero comparto della ristorazione e dell’intrattenimento non significa garantire maggiore sicurezza: significa soltanto trasferire il costo dell’ordine pubblico sulle imprese e sui cittadini rispettosi delle regole.Questa ordinanza rischia di trasformare Marinella e Triscina in località dove la serata finisce per decreto, anziché per scelta dei cittadini.Ed è una visione della città che non condividiamo.La legalità si costruisce con controlli efficaci, non con serrande abbassate.

COMUNICATO STAMPA

Enza Viola

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