Ha preso il via ieri, sabato 10 ottobre la prima edizione di Le Vie dei Tesori a Castelvetrano: per la prima volta la città ha aperto le sue porte al festival che ogni anno porta in piazza il patrimonio culturale siciliano.
Fino al 25 ottobre 2026, in tre weekend (10-11, 17-18 e 24-25 ottobre), la «città degli ulivi e dei templi» propone visite, passeggiate ed esperienze alla scoperta di un patrimonio di straordinaria ricchezza.
Tra i partner dell'edizione c'è la Fondazione Architetti nel Mediterraneo «Francesco La Grassa», insieme all'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Trapani.
Il programma attraversa archivi storici, cimeli garibaldini e chiese preziose come San Domenico, la «Cappella Sistina della Sicilia» con i suoi stucchi manieristi.
Non mancano i musei, dai reperti di Selinunte all'eleganza Liberty, la Cuba di Delia, gioiello arabo-normanno, e il Sistema delle Piazze, fino alle tradizioni contadine e olearie del territorio, con il Pane Nero e l'olio tra i migliori della Sicilia.
Il festival conta undici luoghi, due passeggiate e due esperienze; la città è raccontata nella sua storia di principi, famiglie e artisti, dalla nascita medievale alla grande stagione dei Tagliavia.
La Fondazione Architetti nel Mediterraneo partecipa all'edizione come partner, mettendo a disposizione le competenze degli architetti del territorio nonchè di storici ed esperti. I professionisti saranno impegnati come tutor e accompagnatori nei luoghi e nelle passeggiate, tra cui la passeggiata «Il racconto della città dei Tagliavia tra chiese e palazzi», in programma oggi, domenica 11 ottobre alle 16 con partenza dal Teatro Selinus.
Per la passeggiata di domenica 11 ottobre e per la Chiesa della Santissima Trinità di Delia, la «Cuba di Delia», gioiello arabo-normanno nella campagna di Castelvetrano, la Fondazione si avvale della collaborazione di Italia Nostra di Castelvetrano, che contribuisce con le visite guidate condotte dall'ing. Pietro Di Gregorio.
Il festival affida inoltre un ruolo importante ai giovani: oltre quaranta studenti di diversi istituti superiori della zona (liceo classico, scientifico, scienze umane, istituto tecnico e alberghiero) accompagneranno i visitatori come «ciceroni», con il supporto di tutor esperti e dei ragazzi del servizio civile.
Nell'ultimo fine settimana, sabato 24 e domenica 25 ottobre, la Fondazione sarà protagonista con la mostra degli architetti trapanesi allestita nella Chiesa del Purgatorio, in Piazza Carlo d'Aragona. L'esposizione, organizzata dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Trapani, presenta i progetti dei professionisti del territorio, che si raccontano attraverso le loro opere per mostrare il valore della professione al servizio della comunità e dei luoghi in cui vivono.La sede è un luogo simbolico. La Chiesa del Purgatorio fu costruita tra il 1642 e il 1664 per volontà del principe Diego d'Aragona e chiude scenograficamente il Sistema delle Piazze di Castelvetrano: la sua facciata settecentesca è pensata come quinta prospettica, mentre l'interno a tre navate custodisce gli stucchi dell'abside dei fratelli Nicola e Gaspare Curti.
Il barocco di ieri incontra così i progetti di oggi, in un dialogo tra patrimonio storico e progetto contemporaneo.
Le parole della presidente arch. Giuseppina Pizzo: «Partecipare come partner alla prima edizione di Le Vie dei Tesori a Castelvetrano è per noi un impegno naturale. L'architetto svolge un ruolo sociale: progetta i luoghi in cui le persone vivono, lavorano e si incontrano, e ha la responsabilità di custodire la memoria della città e di immaginarne il futuro, con competenza e senso civico. Le iniziative culturali come questo festival sono per una città un investimento: rafforzano il senso di appartenenza, coinvolgono i giovani, valorizzano il patrimonio e creano occasioni di incontro e di crescita economica.
Con la mostra ospitata nel Purgatorio vogliamo mostrare, attraverso i progetti dei colleghi, che l'architettura non è solo storia da custodire, ma anche cura quotidiana del territorio e delle comunità. Invitiamo cittadini e visitatori a vivere questo festival e a incontrare gli architetti nei luoghi che raccontano la nostra identità», dichiara l'arch. Giuseppina Pizzo, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo «Francesco La Grassa».