Un viaggio nella memoria sonora della Sicilia che diventa esperienza viva e condivisa. A Castelvetrano prende forma un doppio appuntamento dedicato ai canti tradizionali siciliani, tra formazione e spettacolo, con protagonista la cantante e ricercatrice Francesca Messina voce, chitarre) e Massimiliano Lo Sardo(elettronica, strumenti antichi e tradizionali). Dopo un primo appuntamento ieri pomeriggio con il “Laboratorio di canto antico siciliano”, un incontro pensato per donne con buona intonazione che desiderano approfondire i canti della tradizione. Un’esperienza corale, senza spartiti, basata sull’ascolto e sulla trasmissione orale, alla ricerca di un legame autentico con la terra e la memoria. Il laboratorio, sostenuto dalla Proloco di Selinunte, si propone come un “cerchio di voci” in cui il canto diventa strumento di connessione e consapevolezza
Il percorso proseguirà domenica 12 aprile al Teatro Selinus con il concerto “Canti Siciliani” del duo Femina Ridens, formato da Francesca Messina e Massimiliano Lo Sardo. Uno spettacolo che unisce musica, narrazione e immagini, restituendo una Sicilia sospesa tra radici e visioni contemporanee
Etna Calling è un progetto che nasce dalla tradizione orale siciliana e la attraversa per trasformarla in linguaggio contemporaneo.
I canti popolari – tramandati per secoli da voce a voce – vengono reinterpretati attraverso un tessuto sonoro che intreccia strumenti antichi e mediterranei (buttafuoco, santur persiano, harmonium indiano,guitarzouki, banjo-oud) con elettronica analogica e digitale
.La voce di Francesca Messina, intensa e magnetica, si muove tra canto popolare e astrazione sonora,mentre i paesaggi musicali di Massimiliano Lo Sardo costruiscono un universo sonoro che unisce radici contadine e suggestioni cosmiche.
La Sicilia raccontata da Etna Calling è lontana dal folklore stereotipato: è una terra attraversata da tensioni arcaiche e visioni contemporanee, dove il canto diventa memoria viva e allo stesso tempo materia sonora in trasformazione.Il concerto si sviluppa come una sequenza di quadri sonori più che di canzoni, adattandosi allo spazio e alcontesto, trasformando ogni luogo in un paesaggio d’ascolto.