La Procura di Marsala, al termine delle indagini preliminari, ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone (5 uomini e una donna) accusati di aver messo in piedi nella città lilibetana, tra il 2013 e il 2024, un'associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti in materia fallimentare, societaria e fiscale. A condurre le indagini è stato il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trapani.
Nel dettaglio, gli accertamenti avrebbero consentito di ipotizzare l'utilizzo da parte degli indagati di uno schema tipico dei reati di bancarotta, consistente nella sostituzione della società originaria caricata di debiti, in particolare erariali, con una nuova società, alla quale sarebbe stato ceduto l'attivo aziendale per proseguire nell'attività imprenditoriale. Accertamenti sono stati condotti in sei società operanti nel settore commerciale.
Secondo l'accusa, gli indagati, nella loro qualità di soci, amministratori di diritto o amministratori di fatto, avrebbero agito provvedendo a spostare l'attivo aziendale tra le diverse società, gravandole progressivamente di debiti e conducendole al fallimento o liquidazione giudiziale, così gestendo di fatto un'unica impresa esercente il commercio al dettaglio di generi alimentari e simili. I reati contestati sono associazione a delinquere, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, bancarotta semplice e fraudolenta, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, omesso versamento di ritenute certificate e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Nel corso delle indagini, sono stati sottoposti a sequestro beni immobili, beni mobili e quote societarie per un valore complessivo pari a poco più di un milione di euro.