E'tornato in libertà il 53enne campobellese Emanuele Bonafede, che era finito in manette e con l'accusa di essere, insieme alla moglie, Lorena Lanceri, uno dei vivandieri e fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. Era stato condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi con l’accusa di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. Lo scorso gennaio la Corte di Cassazione aveva confermato la pena che in Corte d’Appello era stata ridotta a 4 anni e 4 mesi. Per sei mesi, fino a gennaio scorso, Emanuele Bonafede (difeso dall’avvocato Clizia Ferro) aveva scontato i domiciliari, poi, una volta che la pena è diventata definitiva, era tornato in carcere al Pagliarelli.
Ora la liberazione per aver completato l'espiazione della pena poichè il Bonafede ha potuto godere, nel frattempo, di 315 giorni di liberazione anticipata per buona condotta, riducendo così ancora di più la pena e determinando l’immediata remissione in libertà