Quattordici anni di reclusione per le violenze sessuali contestate ai danni di cinque minorenni bengalesi arrivati nell'Agrigentino senza familiari. È la condanna inflitta dal Gup del Tribunale di Agrigento Michele Dubini a un uomo di 39 anni, cittadino italiano di origine bengalese e residente da anni ad Agrigento.
L'uomo, accusato di violenza sessuale aggravata e minacce, era stato arrestato dalla Polizia di Stato e si trova attualmente in carcere. Il pubblico ministero Elettra Consoli aveva chiesto una pena di dodici anni e quattro mesi, mentre la difesa aveva sollecitato l'assoluzione. Il procedimento si è svolto con rito abbreviato, che prevede la riduzione della pena.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2024 e il 2025. Secondo la ricostruzione della sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura, il 39enne avrebbe conquistato la fiducia dei ragazzi per poi condurli in luoghi appartati o nella propria abitazione, nel centro della città.
In queste circostanze, secondo l'accusa accolta dal giudice, avrebbe costretto i minorenni a subire atti sessuali. Per assicurarsi il loro silenzio li avrebbe inoltre minacciati di farli rimandare in Bangladesh qualora avessero raccontato quanto accaduto.
A fare emergere la vicenda è stato un operatore della comunità nella quale erano ospitati i giovani. I minorenni sono stati successivamente ascoltati dagli investigatori e dagli inquirenti con l'assistenza di una psicologa e di un mediatore culturale, confermando gli episodi e fornendo ulteriori elementi di riscontro.