Nei pressi di Marsala il mare restituisce il corpo di un uomo

Il cadavere appartiene a un uomo di mezza età e si presenta in avanzato stato di decomposizione

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
15 Febbraio 2026 19:29
Nei pressi di Marsala il mare restituisce il corpo di un uomo

La furia del mare non si placa e continua a restituire i segni tangibili di una tragedia che si sta consumando al largo delle coste siciliane. Nella mattinata di oggi, 15 febbraio 2026, le acque agitate di Marsala sono state teatro del recupero di un cadavere, avvistato inizialmente da un automobilista di passaggio lungo la litoranea che precede la zona del Fortino. L'uomo ha notato una sagoma affiorare tra le onde in tempesta e ha immediatamente allertato le autorità, dando il via a una complessa operazione di soccorso in condizioni meteo proibitive.

Il coordinamento tra la Guardia Costiera, la Polizia di Stato e i Carabinieri ha permesso di circoscrivere l'area, ma il recupero materiale della salma è stato affidato ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Supportati da una motovedetta dell'Ufficio circondariale marittimo, gli specialisti hanno dovuto sfidare i flutti per riportare a terra il corpo, operando in un contesto di estrema difficoltà tecnica a causa del forte vento e del moto ondoso ancora molto intenso.

Dalle prime analisi effettuate sul posto dal medico legale, emergono dettagli che orientano le indagini verso lo scenario dei flussi migratori. Il corpo appartiene a un uomo di mezza età e si presenta in avanzato stato di decomposizione, segno di una permanenza in acqua prolungata per diversi giorni. Un particolare determinante è il giubbotto di salvataggio ancora indossato dalla vittima, elemento che rafforza l'ipotesi di un naufragio legato alle traversate della speranza partite dalle coste nordafricane.

La Procura ha aperto un fascicolo d'inchiesta per accertare le dinamiche del decesso e l'identità dell'uomo. Gli inquirenti stanno valutando con attenzione il possibile collegamento tra questo ritrovamento e il recente passaggio del ciclone Hanry. L'eccezionale ondata di maltempo avrebbe infatti travolto circa trenta barchini partiti dalla Tunisia proprio nei giorni in cui le onde anomale flagellavano il Canale di Sicilia.

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