Enza Viola spiega le ragioni del suo no al rendiconto presentato in consiglio comunale

Le ragioni della bocciatura da parte della consigliera del PSI

Redazione Prima Pagina Castelvetrano
Redazione Prima Pagina Castelvetrano
28 Maggio 2026 07:35
Enza Viola spiega le ragioni del suo no al rendiconto presentato in consiglio comunale

Nel corso della seduta consiliare dedicata all’approvazione del rendiconto della gestione 2025, ho espresso voto contrario perché ritengo doveroso spiegare con chiarezza ai cittadini le ragioni di questa scelta politica.

Il rendiconto non è un semplice documento tecnico, ma rappresenta lo stato reale di salute del Comune e la capacità dell’amministrazione di garantire servizi efficienti, conti solidi e una gestione trasparente delle risorse pubbliche.

Dalla relazione dell’Organo di Revisione emerge, a mio avviso, l’immagine di un Comune che continua a vivere una condizione di forte fragilità finanziaria, amministrativa e gestionale.

È vero che i Revisori non parlano di gravi irregolarità contabili, ma è altrettanto vero che lungo tutta la relazione emergono criticità profonde che questa amministrazione continua a non affrontare in maniera strutturale.

La prima contestazione politica riguarda il dato sugli equilibri di bilancio.

I Revisori certificano infatti che l’equilibrio complessivo W3 è negativo per oltre 5,8 milioni di euro e spiegano chiaramente che tale squilibrio è stato determinato dalla necessità di accantonare somme enormi per rischi futuri:

  • 7,3 milioni di euro nel fondo contenzioso;
  • 2,736 milioni di euro nel fondo passività potenziali.

Questo significa che il Comune continua a temere l’emersione di debiti, contenziosi e passività non ancora definite.

Ritengo inoltre grave che ancora oggi il bilancio comunale sia fortemente condizionato dagli effetti della gestione OSL e dalle partite pregresse antecedenti al 2017.

I Revisori scrivono chiaramente che il Comune dovrà procedere a un nuovo riaccertamento delle poste contabili e che residua in capo all’Ente la gestione o eliminazione dei residui antecedenti al 2017.

Questo significa che la vicenda finanziaria del dissesto non può considerarsi realmente chiusa.

A questo si aggiunge un’ulteriore preoccupazione che riguarda i progetti finanziati con fondi PNRR.

Molti interventi risultano ancora non completati e dovranno essere chiusi entro il termine del 30 giugno. Il rischio concreto è che eventuali ritardi, inadempienze o mancato completamento delle opere possano determinare la revoca o la restituzione dei finanziamenti ottenuti.

Sarebbe un danno gravissimo per il Comune e per la città, perché significherebbe perdere risorse fondamentali destinate a infrastrutture, servizi e investimenti strategici.

Un altro elemento fortemente critico riguarda i residui attivi.

La relazione fotografa oltre 80 milioni di euro di residui attivi, ma ciò che considero ancora più allarmante è la capacità di riscossione:

  • riscossione TARI ferma al 19%;
  • riscossione acquedotto al 27%;
  • recupero demolizioni praticamente nullo.

Questi numeri dimostrano una evidente incapacità amministrativa nella riscossione.

Un bilancio può anche apparire formalmente in equilibrio, ma se i crediti restano sulla carta e non vengono riscossi, il rischio concreto è che l’avanzo sia soltanto teorico.

Non è casuale, infatti, che il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità abbia raggiunto oltre 25 milioni di euro, segno che lo stesso Comune ammette implicitamente che una parte consistente dei crediti iscritti potrebbe non essere mai riscossa.

Permangono inoltre gravi criticità sui tempi di pagamento.

I Revisori certificano:

  • 77 giorni come indicatore annuale di tempestività;
  • 47 giorni di ritardo medio ponderato.

Ma soprattutto evidenziano che l’Ente non ha indicato misure concrete per rientrare nei termini di legge.

Questo significa che il problema è conosciuto ma non risolto.

Mentre le imprese attendono i pagamenti, il Comune continua ad accumulare ritardi che incidono sull’economia locale e sulla credibilità dell’Ente.

A ciò si aggiungono le contestazioni relative alla piattaforma dei crediti commerciali, che secondo i Revisori non è stata alimentata correttamente, ulteriore indice di una macchina amministrativa che presenta ancora criticità organizzative.

Particolarmente delicata è anche la situazione relativa ai rapporti con le società partecipate.

La relazione evidenzia che i rapporti debitori e creditori con le partecipate non risultano asseverati dagli organi di controllo.

In pratica, non esiste ancora una piena e definitiva chiarezza sui rapporti finanziari tra Comune e partecipate.

Infine, ho posto l’attenzione sulla gestione del personale e delle assunzioni.

I Revisori attestano formalmente il rispetto dei vincoli normativi sulle assunzioni e sulla spesa del personale, ma il problema politico non è soltanto il rispetto formale dei parametri.

La vera questione riguarda la programmazione del personale e l’efficienza reale della macchina amministrativa.

La spesa per il personale passa infatti da circa 7,5 milioni a oltre 8,6 milioni di euro.

E allora la domanda politica è inevitabile:questo incremento di spesa ha realmente migliorato l’efficienza dell’Ente?Ha migliorato la capacità di riscossione?Ha velocizzato i pagamenti?Ha rafforzato gli uffici tecnici e tributari?Ha migliorato la qualità dei servizi ai cittadini?

A mio avviso, i dati contenuti nella relazione sembrano dire esattamente il contrario.

Ed è qui la responsabilità politica dell’amministrazione: non basta rispettare formalmente i parametri contabili se poi l’organizzazione comunale continua a produrre ritardi, inefficienze e incapacità di riscossione.

Per tutte queste ragioni, ritengo che questo rendiconto non rappresenti il rilancio del Comune, ma fotografi un ente che continua a sopravvivere grazie ad accantonamenti prudenziali, gestione difensiva dei conti e forte rigidità finanziaria.

Il mio giudizio politico resta pertanto negativo e il mio voto è stato contrario.

Enza Viola 

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