​Ospedale di Castelvetrano: Presentata un’interpellanza parlamentare alla Camera e un’interrogazione all’ARS

Redazione Prima Pagina Castelvetrano

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle del GT di Mazara e Campobello di Mazara informano i cittadini riguardo al fatto che sono stati presentati atti ispettivi sia alla Camera che all’Ars,rispettivamente dalla parlamentare Daniela Morfino e dalla parlamentare Cristina Ciminnisi, in merito alle vicende inerenti alla mancata ristrutturazione e riapertura della cucina dell’ospedale di Castelvetrano.

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della Salute, il Ministro dell'Economia e delle finanze -

Per sapere - premesso che:da notizie di stampa si apprende che l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani avrebbe corrisposto alla società Innova S.p.A. la somma di 66.000€ a seguito di un accordo conciliativo relativo alla mancata consegna del centro cottura del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Castelvetrano;la vicenda riguarderebbe un appalto affidato nel 2022 alla società Innova S.p.A. per il servizio di ristorazione dei degenti, avente ad oggetto, tra l’altro, la gestione delle cucine degli ospedali di Castelvetrano e Salemi, la fornitura di pasti pronti per l’ospedale di Trapani e la gestione del punto cottura di Pantelleria; la cucina del presidio ospedaliero di Castelvetrano, pur costituendo elemento essenziale per l’esecuzione del servizio secondo le condizioni contrattuali, non sarebbe mai stata resa disponibile all’impresa aggiudicataria, determinando l’impossibilità di svolgere la prestazione secondo quanto previsto dal contratto; secondo quanto riportato, la società avrebbe segnalato già nel 2025 l’esistenza di criticità e costi ulteriori rispetto a quelli contrattualmente previsti, sostenendo che la mancata disponibilità del punto cottura avrebbe reso la commessa economicamente,operativamente e organizzativamente non sostenibile; per evitare un contenzioso, l’ASP di Trapani el a società avrebbero sottoscritto una scrittura conciliativa in base alla quale l’Azienda sanitaria avrebbe riconosciuto alla società 488.000€ per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025; la medesima scrittura conciliativa avrebbe inoltre previsto, in caso di ulteriore mancata consegna del centro cottura, il pagamento da parte dell’ASP di 22.000€ al mese a decorrere dal 1° gennaio 2026;poiché, secondo quanto riportato dalla stampa, alla data dell’articolo la cucina non risultava ancora consegnata, l’ASP avrebbe proceduto al pagamento delle spettanze relative ai mesi di gennaio,febbraio e marzo 2026, per un totale di 66.000€, somma che si aggiunge ai già citati 488.000 euro;ulteriori fonti locali riferiscono che il centro cottura sarebbe rimasto chiuso dal 2022, con conseguente onere economico mensile a carico dell’ASP fino alla consegna degli spazi;considerato che:la vicenda, ove confermata, configurerebbe un grave paradosso amministrativo: un servizio pubblico essenziale viene affidato mediante procedura contrattuale, ma l’amministrazione non mette a disposizione i locali indispensabili alla corretta esecuzione del servizio, generando costi aggiuntivi epotenziali danni erariali;risulta necessario chiarire quali siano state le cause tecniche, amministrative, strutturali o autorizzative che hanno impedito dal 2022 la consegna del centro cottura, chi ne fosse responsabile,quali verifiche interne siano state effettuate e quali iniziative siano state assunte per evitare il protrarsi del danno economico;la somma già riconosciuta, pari a 488.000€, cui si aggiungono 66.000€ per il primo trimestre 2026 eulteriori 22.000€ mensili in caso di permanenza dell’inadempimento, rischia di tradursi in un esborso continuativo e crescente per la collettività, senza che risulti ancora risolto il problema originario;tale situazione impone la massima trasparenza anche nei confronti della Corte dei conti, dell’ANAC edegli organi regionali competenti, affinché sia accertata l’eventuale sussistenza di danni erariali,irregolarità nella programmazione dell’appalto o omissioni nella gestione del rapporto contrattuale;si chiede di sapere:se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti e quali elementi intendano acquisire, per quanto di competenza, dalla Regione Siciliana e dall’ASP di Trapani;se risulti confermato che il centro cottura del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” diCastelvetrano non sia stato consegnato alla società aggiudicataria sin dall’affidamento del servizio e, in caso affermativo, quali ragioni tecniche, amministrative, strutturali o autorizzative ne abbiano impedito l’utilizzo;se corrisponda al vero che l’ASP di Trapani abbia già riconosciuto alla società Innova S.p.A.

488.000euro per spese sostenute fino al 31 dicembre 2025 e ulteriori 66.000 euro per gennaio, febbraio emarzo 2026 e quale sia la stima complessiva dell’onere potenziale a carico dell’ASP qualora l’inadempimento dovesse protrarsi;se l’accordo conciliativo sia stato sottoposto a parere dell’Avvocatura, del collegio sindacale, degliorgani di controllo interni dell’ASP o di altri organismi competenti e se siano state valutate soluzionialternative meno onerose;se siano state avviate verifiche interne per accertare eventuali responsabilità dirigenziali, gestionali,tecniche o amministrative connesse alla mancata consegna del centro cottura e al conseguenteesborso di denaro pubblico;se la vicenda sia stata segnalata alla Corte dei conti e all’ANAC e se non si ritenga opportunoattivare ogni iniziativa di competenza affinché tali verifiche vengano effettuate;se non si ritenga necessario acquisire una relazione dettagliata dall’ASP di Trapani e dalla RegioneSiciliana sulla gestione dell’appalto, sui costi sostenuti, sulle criticità emerse, sui tempi di ripristinodel servizio e sulle responsabilità eventualmente accertate