Vicenda Scilla-Pellegrino, interviene anche il marito della consigliera Vivona
Il dibattito politico spesso trascende dalla normale dialettica a scambi di accuse e di colpi bassi , tutti accusano tutti di mentire o di fornire versioni alterate dei reali fatti. In questi giorni la nostra redazione è stata inondata di comunicati stampa, di replich e contro repliche e pensieri vari in ordine alla vicenda delle dimissioni da capogruppo di Forza Italia della consigliera comunale Barbara Vivona. Senza oler entrare in sofismi, era naturale che la scelta di conservare il ruolo di vicepresidente, e l'indennità ad essa legittimamente riconosciuta , potesse scatenare le prese di posizione di molti.
Nello spirito di assoluta libertà di pensiero e di parola che abbiamo sempre dimostrato ospitiamo oggi il pensiero del dr. Ninni Vaccara , non certo in qualità di marito della consigliera, non l'avremmo mai pubblicato , ma quale cittadino e Candidato di Forza Italia alle ultime elezioni amministrative e come iscritto al partito. Ovviamente siamo pronti ad ospitare altri contributi da parte di altri tesserati con una sola speranza, che questo dibattito, ormai in verità pleonastico, non si protragga all'infinito.
A.Q.
Intervengo nel dibattito istituzionale e mediatico seguito alla decisione della consigliera Barbara Vivona di lasciare la guida del gruppo di Forza Italia a Castelvetrano per dichiararsi indipendente. È un atto dovuto per ristabilire la verità storica e politica dei fatti, spesso distorta.La vicenda affonda le radici all'indomani delle amministrative del 2024: prima degli eletti e nominata capogruppo, Vivona viene eletta Vicepresidente del Consiglio con 10 voti su 11. Un riconoscimento immediato che pare aver innescato un'immediata reazione interna.
A stretto giro, la consigliera Marchese — inspiegabilmente avallata da settori di maggioranza e dal coordinatore provinciale Toni Scilla — si fa promotrice di una modifica regolamentare tesa a introdurre un’incompatibilità ad personam tra le due cariche. Un unicum nel panorama amministrativo italiano, volto unicamente a colpire chi in aula ha sempre garantito una presenza puntuale e una linea politica coerente, a fronte di chi ha brillato per assenza di contributi.Bocciato in prima battuta dalla Giunta per il Regolamento perché palesemente pretestuoso, il testo è stato poi reinserito per volontà politica della maggioranza, con la benedizione del coordinatore Scilla.
Di fronte a questo costante lavorio di retrovia, la consigliera Vivona ha compiuto una scelta di dignità: mantenere la Vicepresidenza e prendere le distanze da un certo modo di intendere la politica, senza abbandonare i valori di Forza Italia né i rapporti di collaborazione con i riferimenti regionali, nazionali ed europei del partito (gli onorevoli Pellegrino, Mulè e Falcone).Le minacce di espulsione sventolate da Scilla mostrano la sua reale difficoltà di lettura della situazione: non è lui ad aver allontanato la consigliera, è la consigliera ad essersi sfilata dal suo schema di gestione.
L'operato del coordinatore provinciale parla da sé: isolamento sistematico degli alleati, assenza di interlocuzione, accordi sottobanco per nomine assessoriali e una gestione dei congressi cittadini a porte chiuse. Un atteggiamento sanzionato dai numeri: Scilla dimentica che senza il contributo determinante di questo gruppo, Forza Italia a Castelvetrano non avrebbe superato lo sbarramento del 5% e l'attuale amministrazione non avrebbe vinto al primo turno.I fatti e la visione strategica:Distacco dalle logiche di potere locali: La scelta della consigliera Vivona scinde il merito dell'impegno istituzionale dai personalismi di partito.Lealtà ai valori nazionali ed europei: Il tesseramento e l'azione politica di Forza Italia rimangono saldi nei riferimenti di stabilità del partito.Necessità di un riequilibrio provinciale: Una gestione personalistica del coordinamento provinciale danneggia la crescita del movimento e soffoca il confronto democratico.Auspichiamo un tempestivo intervento del commissario regionale, On.
Minardo, affinché si apra un dibattito franco sugli organi statutari. Un coordinatore provinciale non può trasformare il partito in un comitato elettorale personale; serve una guida imparziale per ristabilire agibilità politica, democrazia interna e rispetto per chi raccoglie il consenso sul territorio.FirmatoNinni VaccaraCandidato di Forza Italia alle elezioni amministrative e tesserato di partito