Un gattile per Castelvetrano, per dare un sostegno a centinaia di randagi
C’è un limite oltre il quale l’indifferenza cessa di essere una semplice mancanza e diventa una scelta. Quello a cui assistiamo quotidianamente è un quadro di sofferenza esposta. Vediamo gatti e cani ridotti a pelle e ossa, madri stremate che danno alla luce creature condannate in partenza dalla fame e dalle malattie più volte all' anno. La scomparsa dei rifiuti dalle strade, se da un lato segna un progresso nell'igiene urbana, dall'altro ha reciso l'ultima, disperata fonte di sostentamento per questi animali, che ora si trovano a morire letteralmente di stenti.
Spesso la loro vita finisce tragicamente sull'asfalto, trasformando le nostre vie in un cimitero a cielo aperto che nessuno sembra voler vedere. Ciò che colpisce è il contrasto tra la retorica e la realtà. Le campagne elettorali sono da sempre un palcoscenico per promesse di tutela e salvaguardia del benessere animale, impegni che però sembrano svanire nel momento stesso in cui si inizia ad amministrare. Il peso di questa tragedia ricade interamente sulle spalle delle associazioni di volontariato e sulla sensibilità dei singoli cittadini.
Tante famiglie, con estremo sacrificio, scelgono di non voltarsi altrove, ma curare e sfamare questi animali ha costi che incidono pesantemente sul bilancio familiare. È un paradosso inaccettabile, il cittadino si fa carico di un compito che spetterebbe alle istituzioni, pagando di tasca propria l'assenza di servizi pubblici. Un’amministrazione consapevole deve agire con pragmatismo e visione. È indispensabile l’avvio di campagne di sterilizzazione massicce e sistematiche, perché solo bloccando le nascite si può arginare l' emergenza.
È necessaria la creazione di un gattile, un luogo che offra riparo e cure a chi oggi non ha nulla, un punto forte in campagna elettorale di questa attuale amministrazione. Laddove il Comune non riesca a intervenire con le proprie strutture, ha il dovere morale di sostenere chi lo fa.... Prevedere sgravi fiscali o detrazioni dalle tasse comunali per chi documenta le spese sostenute per i randagi non sarebbe solo un aiuto economico, ma un atto di giustizia. Chi soccorre un animale in fin di vita o gestisce una colonia felina sta svolgendo un servizio a beneficio di tutta la collettività e il comune di Castelvetrano deve riconoscerlo in qualche modo.
Una città che permette la morte per fame nelle proprie strade è una città priva di civiltà.
In conclusione, è bene ricordare che la gestione del randagismo non è una concessione benevola, ma un preciso obbligo di legge che ricade sull'Autorità Locale. Ignorare questa agonia non significa solo tradire la fiducia degli elettori, ma venire meno ai propri doveri istituzionali di vigilanza e tutela del territorio. La cittadinanza non è più disposta ad accettare l'inerzia come risposta.
Serena Navetta