Si travestì da Spiderman ed incendiò l'auto dell'ex compagna, castelvetranese alla sbarra

Redazione Prima Pagina Castelvetrano

Si è celebrata oggi, dinanzi al Tribunale di Marsala, la terza udienza del processo a carico di un trentenne castelvetranese  G.I. accusato di una lunga serie di reati ai danni della ex compagna, R.S. tra i quali stalking, lesioni, violenza privata e incendio doloso.

Il procedimento, presieduto dal giudice Francesco Parrinello con l’accusa sostenuta dal Pubblico Ministero Ignazia Uttoveggio, entra nella fase centrale del dibattimento, dopo che nelle scorse udienze era emerso il grottesco dettaglio del travestimento da “Spiderman” utilizzato durante gli attentati incendiari alle vetture della vittima. L’udienza odierna ha aggiunto nuovi tasselli riguardanti il passato dell’imputato e ulteriori episodi di prevaricazione, dopo le scorse escussioni di nonna, madre e cugino della parte offesa che hanno descritto un clima di terrore culminato nel riconoscimento dell’imputato nei filmati di sorveglianza, mentre i militari dell’Arma avevano confermato il sequestro di scarpe Nike e di un mantello rosso.

L’udienza si è aperta con le deposizioni di alcuni carabinieri e testimoni oculari. Un militare, che all’epoca dei fatti era in servizio nella stazione Carabinieri di Castelvetrano, ha riferito dei primi interventi sul luogo degli incendi, pur precisando che i Vigili del Fuoco non riuscirono a stabilire con certezza la natura del rogo iniziale.

Una vicina di casa, ha confermato di aver dato l’allarme ma di non aver visto materialmente chi appiccò il fuoco alla vettura in uso alla vittima. Successivamente, un altro militare ha ribadito le modalità del sequestro delle scarpe Nike nere presso l’abitazione dell’imputato, calzature che risulterebbero compatibili con quelle osservate nei video in cui i soggetti travisati entravano in azione con bidoni di liquido infiammabile.

Particolarmente significativa è stata la testimonianza dell’ex compagna dell’imputato nel 2018. La donna ha tracciato un profilo inquietante dell’uomo, descrivendolo come un partner egoista, aggressivo verbalmente e incapace di accettare la fine della relazione. La donna ha rievocato un episodio di vandalismo subito dalla sua auto, imbrattata con vernice spray poco dopo la rottura, sollevando forti sospetti sull'imputato che, a suo dire, conosceva perfettamente il posizionamento delle telecamere di zona e sapeva che non erano funzionanti alla data dell’atto vandalico. Questo racconto sembra delineare comportamenti dell’imputato reiterati nel tempo, tra gelosia ossessiva e ritorsioni sui beni materiali delle donne che decidevano di troncare il legame con lui.

A chiudere l'udienza è stata la deposizione di un luogotenente, anch’egli all'epoca dei fatti in servizio alla Stazione dei Carabinieri di Castelvetrano, il quale ha fornito riscontri tecnici su un episodio di violenza privata avvenuto nel febbraio 2023 ai danni dell'odierna persona offesa. Grazie all'acquisizione dei filmati di un negozio in via Mameli, il militare ha descritto una scena in cui una Golf blu, identificata come quella in uso all'imputato, tagliava la strada allo scooter della donna. Nel video, l'uomo sarebbe stato visto scendere dal mezzo, sputare verso l'ex compagna e rivolgerle gesti minacciosi, impedendole di proseguire la marcia costringendola ad accostare a destra; la scena si ripete pochi metri più avanti, dopo la ripresa della marcia di entrambi i veicoli.

Nonostante l'assenza di audio, il riconoscimento fisico operato dal militare e la dinamica dei fatti sembrano rafforzare l'impianto accusatorio sostenuto dal Pm e dall'avvocato di parte civile, Matilde Mattozzi, mentre la difesa, affidata all'avvocato Ignazio Cardinale, continua a puntare sulle incertezze identificative e sulla condotta collaborativa dell'imputato durante le perquisizioni.