Presso la Base Scout "Ciuri di Zagara", si è appena concluso in campo di Specialità della Zona dei Fenici
C’è un angolo di Sicilia, a Castelvetrano, dove il profumo delle zagare si mescola all’entusiasmo di chi ha deciso di mettersi in gioco. . Presso la Base Scout "Ciuri di Zagara", si è appena concluso un weekend intenso e vibrante: il Campo di Specialità organizzato dalla Zona Fenici dell'Agesci, che ha visto protagonisti 66 tra Esploratori e Guide (ragazzi e ragazze dai 12 ai 16 anni) provenienti dai gruppi locali e dalle province limitrofe.
Non è stato un semplice campeggio, ma un laboratorio di vita a cielo aperto, dove la competenza tecnica si è fusa con la crescita spirituale. Il cuore del weekend è stato il lavoro sulle specialità, quei percorsi individuali che permettono ai ragazzi di approfondire passioni e mettersi al servizio degli altri. Divisi in piccoli gruppi, i ragazzi hanno affrontato sfide pratiche e teoriche: Atleta:ha sfidato i propri limiti fisici, imparando il valore della disciplina e del fair play; Cuoco: tra fornelli da campo e ingredienti locali, ha scoperto che cucinare è, prima di tutto, un atto d’amore per la comunità; Pompiere: ha appreso le basi della prevenzione e dell’intervento, coltivando il senso del coraggio consapevole.
Artigiano: ha ridato vita alla materia con le mani, riscoprendo la bellezza del creare dal nulla;Infermiere: si è addentrato nel mondo del primo soccorso, imparando che la cura dell’altro non può attendere; Campeggiatore: ha perfezionato l’arte di vivere in simbiosi con la natura, tra nodi, costruzioni e rispetto per l’ambiente.
Al centro del cammino non c'è stata solo la tecnica. La catechesi del weekend ha toccato corde profonde, focalizzandosi sul prendersi cura del Creato e sulla costruzione della pace.
I ragazzi sono stati accompagnati da due guide d’eccezione, distanti nel tempo ma vicine nel messaggio: San Francesco d’Assisi e Papa Francesco. La domenica mattina ha vissuto il suo momento culminante nella celebrazione della Santa Messa, che ha sigillato le esperienze vissute, le amicizie nate tra ragazzi di gruppi diversi e le competenze acquisite.
Nel primo pomeriggio, mentre venivano chiusi gli zaini, il clima non era quello della fine, ma di un inizio. I 66 giovani della Zona dei Fenici sono ripartiti verso le proprie città portando con sé "qualcosa in più": una nuova abilità tecnica, certo, ma soprattutto una consapevolezza più profonda del proprio ruolo nel mondo.
Alla base "Ciuri di Zagara" restano il silenzio e il ricordo di un weekend operoso; nelle piazze e nelle parrocchie di provenienza, invece, torna una gioventù pronta a lasciare il mondo "un po' migliore di come lo ha trovato".