Palermo classica: Franz Schubert e Franz Liszt nell'interpretazione di Suah Ye

Redazione Prima Pagina Castelvetrano

Un viaggio sonoro tra introspezione e virtuosismo, tra lirismo delicato e slancio drammatico: un programma che mette in dialogo due giganti del Romanticismo, Franz Schubert e Franz Liszt.

La serata si apre con una pagina di Schubert sospesa in un’atmosfera di pura grazia: ogni frase sembra librarsi nell’aria con naturalezza, svelando una bellezza intima e segreta. È un invito all’ascolto profondo, quasi confidenziale, che conduce il pubblico verso la monumentalità della Sonata in Do minore, dove tensione e poesia si intrecciano in un racconto musicale di straordinaria forza espressiva. L’arco drammatico del primo movimento cattura fin dalle prime battute, mentre l’Adagio offre uno spazio lirico e meditativo di rara intensità.

Il Menuetto gioca sul sottile equilibrio tra leggerezza e inquietudine, preparando il terreno a un finale energico e ardente, capace di fondere ombra e luce in un unico, potente gesto artistico.Con Liszt, il pianoforte si trasforma in un vero e proprio strumento visionario. La Ballata n. 2 conduce l’ascoltatore in un universo narrativo fatto di passione e introspezione, alternando momenti di canto poetico a improvvise esplosioni di forza drammatica. A chiudere il programma, la Rapsodia spagnola accende la sala di colori e ritmo, evocando il folklore iberico con brillantezza trascinante e trasformando la tastiera in un teatro di pura energia.Il Romanticismo emerge in tutta la sua duplice natura: fragile e meditativo, intenso e impetuoso.

Un concerto che promette non solo grande spettacolo pianistico, ma anche un’esperienza emotiva profonda, in cui il pianoforte diventa specchio dell’anima e della sua continua oscillazione tra ombra e luce.