La prof Floriana Calcagno ha chiesto il rito abbreviato, è accusata di aver favorito la latitanza di Messina Denaro

Redazione Prima Pagina Castelvetrano

Floriana Calcagno sarà giudicata con il rito abbreviato davanti al Tribunale di Marsala. L'insegnante, accusata di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena per la frequentazione dell'allora boss Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza, e per avergli procuratosostegno logistico, aiuto e supporto morale e materiale, nel territorio di Campobello di Mazara, Mazara, Tre Fontane e in altre località della provincia e di avergli assicurato, attraverso un sistema di staffetta con la propria vettura, la possibilità di spostarsi da un comune all’altro.

La richiesta è stata avanzata dall'avvocato Ferdinando Di Franco. I giudici hanno invece respinto le eccezioni difensive sull'incompetenza territoriale e sull'inutilizzabilità delle intercettazioni. La prossima udienza è fissata per il prossimo mese di luglio, davanti al Collegio presieduto dal Presidente Alfonso Malato.

Il processo scaturisce dal rinvio a giudizio disposto dal gup di Palermo lo scorso 12 febbraio. Cinque giorni dopo l'arresto del latitante, avvenuto il 16 gennaio 2023, la donna si era presentata spontaneamente ai magistrati della Procura di Palermo, dichiarando di aver scoperto la vera identità dell'uomo solo attraverso i telegiornali. Secondo la sua versione, il boss si era presentato nel 2022 in un supermercato di Campobello di Mazara sotto il falso nome di Francesco Salsi, qualificandosi come un medico anestesista in pensione.

La ricostruzione fornita dall'insegnante è stata però smentita dalle indagini dei Carabinieri del Ros. Gli accertamenti investigativi, coordinati dal pm della Dda Bruno Brucoli, attribuiscono alla donna un ruolo attivo nel garantire la latitanza di Messina Denaro negli ultimi due anni. Secondo l'accusa, Calcagno avrebbe ospitato il boss nella propria casa al mare e lo avrebbe assistito negli spostamenti. I filmati acquisiti dagli inquirenti mostrano i due a bordo della stessa vettura e documentano come la donna facesse da staffetta in auto per segnalare eventuali posti di blocco e recapitasse pacchi presso il covo di Campobello di Mazara.