Degrado ambientale e gravi ritardi urbanistici, Italia Nostra lancia l'allarme

Redazione Prima Pagina Castelvetrano

Con una lettera indirizzata Al Sindaco di Castelvetrano, Avv. Giovanni Lentini, All’assessore all’urbanistica,Ing. Mariano Palermo, Al Presidente del Consiglio Comunale Dott. Girolamo Celia, Al Responsabile della VI Direzione Arch. Pasquale Calamia, Al Responsabile del Procedimento del PUG Arch. Vincenzo Barresi, A tutti i Consiglieri Comunali ed agli organi di Stampa il locale responsabile di Italia Nostra , ing Pietro Di Gregorio  ed il responsabile provinciale  Antonio Pellegrino puntano il dito sulle condizioni disatrose della città  e delle borgate e lanciano alcuni suggerimenti. 

Di seguito il testo integrale della missiva: 

Castelvetrano vive un momento di particolare disagio dal punto di vista ambientale e urbanistico. La condizione disastrosa della città, ovviamente, non può essere imputata a questa Amministrazione, poichè frutto di decenni di incuria, disattenzione ed errori politici compiuti da Amministrazioni precedenti. Però a distanza di due anni dal suo insediamento ci pare che questa non abbia avviati atti tali da fare sperare in una futura soluzione dei problemi che andiamo a descrivere.

A Triscina, dopo il ciclone Harry, è diventato evidente per tutti, anche per l’Amministrazione, che il progetto della fognatura non può essere realizzato senza sostanziali modifiche. Abbiamo espresso già al momento dell’appalto dei lavori la nostra preoccupazione per un progetto che prevedeva la collocazione della linea principale sulla battigia. Purtroppo il ciclone Harry ha mostrato che avevamo ragione. Ad oggi non si hanno notizie su modifiche in corso all’attuale progetto. Ci chiediamo, e chiediamo all’Amministrazione, perché il progetto esecutivo della fognatura del Gennaio 1988 é stato accantonato? Gli elaborati a firma dell’Ing. Lombardo prevedevano la collocazione della linea principale nella via Uno, quindi senza rischi come quelli insiti nel progetto attuale.

A Marinella di Selinunte la situazione sfiora il disastro ambientale. Il puzzo della posidonia ammorba l’aria. Le barche in uscita e al rientro rischiano di rimanere incagliate nel banco di sabbia che si è formato alla bocca del porto. Non entriamo nel merito della vicenda di alcuni politici venuti a promettere l’inizio dei lavori di pulizia e dragaggio del fondale. Però siamo a luglio, in piena stagione estiva, e la condizione del porto oltre a non essere allettante per i turisti, non è esente da rischi sanitari.

Abbiamo più volte affermato che a nostro avviso è impossibile realizzare una struttura portuale, anche di medio o piccole dimensioni, per ragioni finanziarie (siamo tra Mazara e Porto Palo) e ragioni legate alla tutela del patrimonio archeologico di Selinunte. Unica possibilità rimane quella del rendere efficiente l’attuale struttura in modo da evitare l’insabbiamento e l’accumulo di posidonia. Per quanto riguarda la vicenda dell’ordinanza del Sindaco per il deposito temporaneo dei rifiuti dei locali commerciali cosiddetti della “movida”, all’interno di un’immobile confiscato alla mafia, è necessario dire alcune cose.

La scelta ci pare inopportuna nel metodo e nel merito. Queste scelte vanno fatte per tempo, non in piena stagione balneare e soprattutto con la partecipazione degli operatori commerciali e dei proprietari degli immobili vicini. Nel merito, il disagio ambientale (cattivi odori dei rifiuti, ma anche inquinamento acustico) dipendono anche da un’eccessiva concentrazione di locali in poche decine di metri. Si può trovare un’area esterna al centro urbano per il deposito temporaneo dei rifiuti, ma in ogni caso il problema va regolamentato nel nuovo piano urbanistico.

Il P.U.G. infine dovrebbe essere pronto, o almeno il documento preliminare da discutere in Consiglio Comunale. Pare invece che i tempi si allungheranno. Nell’attesa continuerà ad essere applicato il vecchio P.R.G. che ha consentito un’ulteriore demolizione di due immobili in zona A, dall’insediamento di questa Amministrazione.

Abbiamo chiesto al Sindaco, e a tutti coloro che hanno ruolo nella redazione del Piano, di non limitarsi a raccogliere le proposte e i suggerimenti dei cittadini, (cosa peraltro obbligatoria per legge) ma di consentire una vera partecipazione dei cittadini, degli Ordini Professionali e delle Associazioni culturali, portatrici di interessi diffusi interessate al tema.

Nell’istanza inviata il 13 giugno u.s. abbiamo individuato due possibilità:

La mancanza di risposta, passati i trenta giorni, ci dice che l’Amministrazione non ha in realtà proposte da confrontare con i cittadini (che fine ha fatto il Forum annunciato dal Responsabile Unico del Procedimento?). Dalle cose dette in pubblico dal Sindaco e dall’Assessore al ramo pare che si stia procedendo ad un aggiornamento dello Studio di Dettaglio della zona A1, elaborato in passato dall’Arch. Daniela Lucentini. Tale studio approvato dalla Giunta non è stato mai portato in Consiglio e quindi non è stato mai operativo. Non è dato di sapere se l’aggiornamento dello Studio riguarda solo la zona A1 o anche, come è previsto dalla legge anche la zona A2 e A3.

Lo diciamo senza giri di parole: lo Studio di Dettaglio previsto dalla Legge 13 del 2015, pur essendo uno strumento utile, non ha niente a che fare con l’urbanistica. Esso è una mera classificazione degli edifici che insistono in zona A. Cosa fare di un immobile in zona A, qualunque sia la sua classificazione, lo determina il piano urbanistico. Presentare tale studio come piano per il Centro Storico è una evidente forzatura. Si tratta invece di un obbligo di legge, evaso per troppo tempo.

Date le premesse, esprimiamo il timore che il nuovo Piano Urbanistico Generale possa essere fatto, come i precedenti strumenti urbanistici ( P.C. n. 4 del ’73 e il P.R.G. del ’93) nel chiuso di una stanza, senza il coinvolgimento attivo della cittadinanza.

Per questo continueremo ad insistere con la nostra richiesta e ci aspettiamo che l’Amministrazione motivi un suo eventuale rifiuto.

Il responsabile del presidio di Castelvetrano 

Pietro Di Gregorio

il Presidente della sezione di Trapani

Antonio Pellegrino