Confiscato l’ultimo covo e l'auto del boss Matteo Messina Denaro

Redazione Prima Pagina Castelvetrano

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione al decreto di confisca, disposto dal Tribunale di Trapani - Sezione Misure di Prevenzione, in relazione ai beni riconducibili a uno dei principali fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro.

Il provvedimento fa seguito al sequestro eseguito a marzo del 2025, all’esito di un’indagine di prevenzione condotta dalle Fiamme Gialle sotto l’egida e il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo.

La confisca, in particolare, ha riguardato l’appartamento di Campobello di Mazara utilizzato come ultimo covo del latitante e l’autovettura di cui lo stesso si serviva per i suoi spostamenti. I beni sono riconducibili al geometra Andrea Bonafede classe 63, colui che ha prestato l'identità all'allora boss latitante. Il geometra è attualmente detenuto e sta scontando una pena a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa.

Con il medesimo decreto, il Tribunale ha inoltre applicato nei confronti del soggetto in questione anche la misura personale di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di quattro anni, accompagnata dall’obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Il servizio testimonia ancora una volta l’azione che la Guardia di finanza svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, nel settore del contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata, con il fine di aggredirne le ricchezze illecitamente accumulate.