Bene confiscato alla mafia usato come deposito di mastelli per rifiuti all'ombra dei Templi di Selinunte
Approda all’ARS la vicenda dell’immobile confiscato a Giuseppe Grigoli, prestanome e cassiere del boss Matteo Messina Denaro, trasformato con ordinanza del sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini, in deposito di mastelli e rifiuti commerciali, nel cuore del borgo di Marinella di Selinunte, a pochi passi dal Parco Archeologico dei Templi.
Una scelta che la deputata regionale M5S Cristina Ciminnisi, componente della IV Commissione Ambiente all'ARS, ritiene inaccettabile e giuridicamente illegittima, e su cui chiede chiarimenti immediati con una richiesta di audizione congiunta innanzi le commissioni parlamentari Ambiente e Antimafia.
«L'art. 48 del Codice Antimafia – ricorda Ciminnisi – è inequivocabile: i beni confiscati trasferiti agli enti locali devono essere destinati a finalità istituzionali, sociali o economiche con reimpiego per scopi sociali. Non certo a fungere da magazzino per la spazzatura. Il Comune, inoltre, ha ignorato un'istanza di revoca in autotutela articolata in undici motivi di illegittimità, costringendo i cittadini a ricorrere al TAR».
«Usare un bene sottratto alla mafia come deposito di rifiuti non è soltanto un errore amministrativo: è uno schiaffo alla memoria delle vittime di Cosa Nostra e a ogni principio di legalità. In un territorio come quello trapanese, dove il riscatto dalla criminalità organizzata si costruisce giorno per giorno, questo precedente è intollerabile», dichiara la deputata."
"L'immobile di Via Marco Polo 17 – aggiunge Salvatore DI Benedetto, coordinatore del Gruppo Territoriale di Castelvetrano – versa peraltro in stato di grave precarietà strutturale, cantiere incompiuto da oltre dieci anni, già interessato da crolli che hanno richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco, e si trova in una strada che nella stagione estiva è percorsa ogni sera da migliaia di turisti e residenti. Il rischio igienico-sanitario si somma così allo scempio paesaggistico in uno dei contesti archeologici più pregiati del Mediterraneo».
«Ho chiesto la convocazione congiunta urgente delle Commissioni competenti perché i cittadini di Marinella di Selinunte meritano risposte. Non possiamo rimanere a guardare mentre si consuma uno stravolgimento così grave della legge antimafia» conclude Ciminnisi.