Agricoltura, Enza Viola ha sollevato le numerose criticità del comparto alla tavola rotonda di Partanna
Sabato pomeriggio abbiamo partecipato, come delegazione della Consulta Agricola Spontanea della Valle del Belìce, insieme a numerosi agricoltori provenienti da Castelvetrano e dai Comuni viciniori, alla tavola rotonda dedicata alle gravi criticità che sta attraversando il comparto agricolo, organizzata dal Sindaco di Partanna, dott. Francesco Li Vigni, e dall’Assessore alle Politiche Agricole, Fiere e Mercati, sig. Filippo Inzerillo.
All’incontro ha partecipato il Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica Agrigento 3, dott. Baldassare Giarraputo, mentre a moderare il confronto è stato il dott. Vincenzo Atria, del Centro di Assistenza Agricola CAA-CAF AGRI di Partanna.Nel corso della tavola rotonda, Enza Viola, in rappresentanza della delegazione della Consulta Agricola Spontanea della Valle del Belìce, ha dato voce a molte delle problematiche e delle preoccupazioni che quotidianamente interessano gli agricoltori del nostro territorio, rappresentando concretamente le difficoltà con le quali le aziende agricole sono costrette a confrontarsi e la necessità di individuare soluzioni non più rinviabili.Tra i temi affrontati, innanzitutto la siccità e la carenza d’acqua, aggravate dalle continue rotture delle condotte irrigue, che troppo spesso impediscono di irrigare regolarmente le colture, in un territorio nel quale oliveti e vigneti rappresentano una parte fondamentale dell’economia agricola.Una rete irrigua vetusta e fragile, sulla quale non si può continuare a intervenire soltanto rincorrendo le emergenze.
Serve una seria programmazione per il rifacimento e l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue.La situazione degli invasi, alcuni dei quali, a causa della mancanza dei necessari collaudi, non possono essere utilizzati fino alla loro massima capacità. Una situazione paradossale in una terra che soffre sempre più frequentemente la siccità e nella quale ogni metro cubo d’acqua raccolto e non utilizzabile rappresenta una risorsa preziosa sottratta all’agricoltura.A tutto questo si aggiungono il rincaro del gasolio agricolo e dei fertilizzanti, l’aumento generalizzato dei costi di produzione e la crescente difficoltà nel vendere i prodotti agricoli a prezzi che riconoscano il valore delle produzioni e consentano alle aziende di avere un reddito dignitoso.Senza dimenticare gli incendi, che ogni estate mettono a rischio colture, aziende, ambiente e anni di sacrifici.Da questo confronto deve arrivare un messaggio forte e inequivocabile:GLI AGRICOLTORI NON CHIEDONO ASSISTENZIALISMO.Non chiediamo di essere mantenuti né di vivere di contributi.Chiediamo acqua quando serve.Chiediamo condotte che non si rompano continuamente.Chiediamo invasi efficienti e pienamente utilizzabili.Chiediamo infrastrutture moderne e funzionanti.Chiediamo programmazione e prevenzione.Chiediamo condizioni che ci consentano di produrre, vendere i nostri prodotti a un prezzo equo e vivere dignitosamente del nostro lavoro.Perché un agricoltore vuole innanzitutto lavorare la propria terra, produrre e costruire il proprio futuro con il frutto del proprio lavoro.Come Consulta Agricola Spontanea della Valle del Belìce, continueremo a portare avanti queste istanze e a confrontarci con le Istituzioni affinché dalle parole si passi finalmente a una programmazione concreta e strutturale.Difendere l’agricoltura non significa difendere soltanto una categoria.Significa difendere il territorio, il paesaggio, l’ambiente, le nostre produzioni di qualità, l’occupazione e il futuro delle nuove generazioni.Perché senza agricoltori la nostra terra non perde soltanto produzioni e reddito: perde identità, presidio del territorio e futuro.
Tra le questioni sollevate da Enza Viola anche quella relativa alle cartelle esattoriali riferite alle annualità 2024 e 2025 che stanno arrivando agli agricoltori, nonostante molti di essi vantino ancora dei crediti derivanti dall’Aiuto temporaneo eccezionale deliberato nell’agosto 2022 a favore degli agricoltori colpiti dalla crisi conseguente al conflitto russo-ucraino, previsto sotto forma di abbattimento dei ruoli debitori nei confronti dei Consorzi di Bonifica della Sicilia.Su questo punto è arrivata una risposta importante e concreta da parte del Commissario Straordinario, dott.
Baldassare Giarraputo, il quale ha comunicato che darà disposizione agli uffici del Consorzio affinché gli agricoltori che vantano tali crediti non siano tenuti al pagamento del canone irriguo né ad anticipare somme per poter accedere al servizio di irrigazione, naturalmente nei limiti degli importi a credito spettanti.Un impegno significativo, che accogliamo positivamente, perché va incontro a una richiesta di equità e buon senso: non è ragionevole chiedere a un agricoltore di anticipare ulteriori somme per poter irrigare mentre vanta ancora un credito nei confronti del sistema consortile.